NUOVA FIERA Un cronista, tre curiosi e il controllore Primo giro sul metrò che porta a Rho

Funziona tutto ma molti passeggeri non sanno che la linea «prosegue». Sui cartelli mancano i nomi delle stazioni

Giorgio Scaglia

Alla fermata di Rho Fiera scendiamo in quattro, tutti quelli rimasti sul treno. Pochi i passeggeri nella prima giornata di servizio della nuova tratta ma c’era da aspettarselo: ieri nei nuovi padiglioni non c’era niente da vedere, ma solo il gran daffare degli espositori del Salone del Ciclo intenti a preparare i loro stand. Domani, primo giorno dell’esposizione, sarà il vero collaudo della Molino Dorino-Rho, la vera prova del fuoco per i due chilometri di percorso progettati e realizzati dalla Metropolitana Milanese a tempo di record.
Quella di ieri è stata una prova generale, con alcuni dettagli che devono essere ancora sistemati. Entrati alla stazione di Pagano chiediamo il biglietto per Rho e paghiamo 2 euro. Troppi? Forse, ma neanche tanti se guardiamo a quanto costa andare in metropolitana a Londra o a Berlino.
Sui cartelli con l’elenco delle stazioni, quelli all’inizio delle scale, le due nuove fermate non compaiono: «Non li hanno ancora aggiornati - spiega il controllore - ma dovrebbe essere questione di qualche giorno al massimo». In compenso l’altoparlante annuncia correttamente l’arrivo del treno per Rho, e rimette le cose a posto. Scambiando due chiacchiere coi passeggeri in attesa lungo la banchina scopriamo che la nuova tratta per molti è un oggetto misterioso: «Ne avevo sentito parlare qualche mese fa, ma non pensavo che la inaugurassero oggi». «Sapevo che dovevano completare le strade per arrivare in Fiera ma ignoravo che ci si potesse andare anche in metropolitana. Meglio così».
I convogli sono quelli di sempre, ma quando la linea verrà estesa a Rho Centro, arriveranno 13 treni nuovi di zecca per viaggi ancora più confortevoli e veloci. Nella mappa interna delle fermate, quelle di Pero e Rho stavolta sono indicate. Passano le fermate, la gente scende e sale ma a Molino Dorino, ultimo avamposto urbano, il treno si svuota. Partiamo verso l’ultimo tratto in dignitosa solitudine: dopo un minuto e mezzo si passa da Pero senza fermarsi perchè la stazione deve essere ancora ultimata e verrà aperta a dicembre. Altri novanta secondi e si arriva in Fiera, in uno spazio ultramoderno, con tabella degli orari in bella vista e mappe tattili per visualizzare i percosi più brevi fra i padiglioni.
Salite le scale si sbuca sotto una grande vetrata con tanta luce: ovunque cancelli automatici che da domani controlleranno il flusso di migliaia di visitatori. Più in là, i tapis roulant sono ancora immobili ma già pronti a incanalare la gente verso i padiglioni della Fiera, sopra la nostra testa.
Intanto il treno, passato qualche minuto, è pronto per ripartire, sullo stesso binario da cui è venuto, l’unico per il momento in funzione. Le porte si chiudono con un dolce soffio smorzato e si torna in città.