La nuova Francia dà due schiaffi a Capello

Se non ci fossero i Windsor, con i loro matrimoni e divorzi, ci sarebbe poco da ridere e divertirsi a Londra e dintorni. Dio salvi l’Inghilterra, cantavano a Wembley i fedelissimi mentre la pioggia bagnava il prato e Fabio Capello masticava amarissimo. Soltanto Dio può fare il miracolo, per il resto la nazionale non è più dei tre leoni ma di quattro gatti, spelacchiati e randagi, quello che ormai viene messo a disposizione del tecnico bisiaco, dopo le defezioni di Terry, dei due Johnson, di Rooney, di Lampard, di Cole e di Hart. Più che gli assenti hanno fatto disperare i presenti, a parte quel «Tir» di Andy Carroll, centravanti vero, roba di un tempo, tutto di stampo made in England, gran fisico, gran colpitore di testa, gran figlio di buona donna fuori dal campo (ha picchiato la sua girl, è stato arrestato, ha avuto guai in tribunale, ha litigato in strada e gli hanno bruciato due automobili, per il resto tutto bene). Gli altri? Robetta, Jagielka sulla fascia destra non ci ha capito mai nulla mentre Malouda e Benzema gli facevano marameo nei dribbling, Gibbs, sul marciapiede opposto, ha spiegato perché nell’Arsenal monsieur Wenger gli preferisca Clichy. Fatta la premessa e vista la situazione gli allonsenfants di Francia hanno fatto un figurone, giocando con scioltezza, trovando il gol con Benzema nel primo tempo, manovrando con palla a terra, triangolazioni veloci, difesa arroccata su Mexes-Ramy, con Nasri elegante a distribuire il pallone mentre Gourcuff ha fatto, come al solito, la bella statuina, più grazioso che utile. La squadra di Laurent Blanc ha ribadito di divertirsi oltre Manica con il raddoppio di Valbuena, il marsigliese che ricorda Giuly, nel fisico e nei gesti. Blanc ha bonificato l’ambiente che quel simpaticone di Domenech aveva ridotto a una banlieu, mentre il nostro Capello non sa più che cosa fare, la gente lo fischia, i calciatori ce la mettono tutta ma quel tutta è poco, come qualità, come idee. E così sul 2 a 0 il popolo di Wembley ha dovuto ascoltare i francesi, turisti, tifosi, emigrati in loco, che cantavano la Marsigliese, roba da chiedere l’asilo politico in Scozia. E nemmeno il gol di Crouch all’88’ è servito a zittirli.
Sconfitta dolorosissima anche se definita in amichevole ma contro la Francia e con quell’italiano, come dicono e scrivono i signorini del Regno di Elisabetta, che dovrebbe dimettersi a tornarsene al paese suo. Capello non molla, verranno giorni migliori. Almeno così lui spera ma questa Inghilterra vale l’Italia, senza calciatori veri il nome sull’insegna della ditta non vale nulla. Non è un buon momento per i nostri connazionali sull’isola, di Capello ho appena detto, Ancelotti non se la passa più da gran signore, Mancini non ha soltanto la sciarpa al collo e Di Matteo se la cava dicendo di essere nato a Sciaffusa.