Nuova galleria per lo «squalo» Gagosian

Nel mondo dell’arte, la notizia circolava già da tempo, ma ora è ufficiale: Larry Gagosian, gallerista di fama internazionale a giugno apre uno spazio a Roma. E, dopo una breve sosta a Palazzo Taverna, si insedia in un grande edificio neoclassico, ex filiale di una banca, in via Francesco Crispi. Il progetto di ristrutturazione è affidato ad Adam Caruso, noto architetto inglese, fino al 15 febbraio alla British School con una personale. Quarantacinquenne di origini armene, Larry «lo squalo» (così lo chiamano nell’ambiente) è da venti anni il re del mercato internazionale, con uffici a New York, Beverly Hills e Londra. Fanno parte della sua scuderia star come l’inglese Damien Hirst, famoso per aver messo sotto formalina feti e animali, l’italiano Francesco Clemente, figura di spicco della Transavanguardia e l’americano Cy Twombly, maestro dell’espressionismo astratto trasferitosi a Roma nel ’59. Prima di Gagosian, Roma faceva già gola a molti, dall’inglese Lorcan O’Neill, che ha aperto una sede a Trastevere, a Jay Jopling, titolare della nota galleria londinese White Cube, alla ricerca di un locale all’Esquilino. Una capitale in fermento che, dopo il boom di nuovi spazi espositivi, ora vanta anche presenze di rilievo internazionale. Molti parlano di «rinascita», ma c’è da chiedersi se questi movimenti facciano davvero bene al sistema dell’arte romana, o siano solo operazioni d’immagine.