Nuova governance Cda a 18 consiglieri

Bpm

La Bpm accoglie le dettagliate indicazioni della Banca d’Italia e riforma la governance, più volte accusata di aver paralizzato la strategia dell’istituto in questi anni, dando più spazio alle minoranze: ma la lista principale, espressione dei dipendenti-soci, si assicura comunque il saldo controllo del futuro consiglio e registra il voto contrario (oltre a un astenuto) della Fiba-Cisl che teme di non poter più esprimere un proprio rappresentante. Il cda verrà così ridotto da 20 a 16 consiglieri più due, espressione dei partner strategici CariAlessandria e Crédit Mutuel. Almeno quattro consiglieri dovranno ottenere la qualifica di indipendenti. Alle minoranze andranno così sei posti nel consiglio, mentre 10 andranno alla lista di maggioranza oltre ai due dei partner. Il cda ha comunque riconosciuto il ruolo degli investitori istituzionali che molto si sono spesi contro l’attuale sistema di governance, con in prima fila il fondo Amber e la sua associazione Bpm 360 gradi. La modifica prevede l’assegnazione di un componente effettivo del collegio sindacale a una lista presentata da organismi di investimento collettivo in valori mobiliari alla sola condizione che tale lista «abbia ottenuto un numero di voti non inferiori al 5% dei voti complessivamente espressi». Una condizione che porterà i fondi a dover ricercare il consenso dei soci visto il sistema del voto capitario che prevede un «socio-un voto» indipendentemente dal numero di azioni possedute.