«Nuova Humanitas, una perla per attrarre cervelli dal mondo»

Il governatore Formigoni: «Il centro di ricerca rappresenta un’eccellenza. La collaborazione tra pubblico e privato va rafforzata»

L’Humanitas raddoppia. Ha aperto una dependance dedicata alla ricerca. «Un maxi centro con trenta laboratori e 14 aule che - ha spiegato ieri all’inaugurazione il professor Alberto Mantovani, direttore scientifico del nosocomio di Rozzano - consentirà di far dialogare trecento scienziati, quattrocentocinquanta clinici e quattrocento studenti». L’obiettivo di questa nuova struttura, costata 63 milioni di euro, è mettere a punto nuovi strumenti per la diagnosi e la cura delle malattie infiammatorie croniche e autoimmuni, dei tumori, delle patologie digestive, di quelle cardiovascolari e di quelle neurologiche.
«Le ricerche condotte - ha precisato il presidente dell’ospedale, Gianfelice Rocca - si svilupperanno in rete con altri centri d’eccellenza, come le università di Lovanio e di New York, il centro di biotecnologie di Madrid, il Queen Mary school of Medicine e il Pasteur di Parigi». Una prestigiosa collaborazione che ha fatto così commentare al presidente della Regione, Roberto Formigoni: «Oggi si aggiunge una perla alla ricca collana di Humanitas». Quella del governatore è stata una promozione a pieni voti. «Questa - ha detto - è la sanità privata che ci interessa. E fortunatamente non si tratta di un caso isolato in Lombardia». «Nei suoi dieci anni più uno di storia - ha aggiunto Formigoni - Humanitas è un istituto che ha avuto il coraggio civico d’investire in un settore importante come la sanità, nella ricerca e nella formazione oltre che su servizi di altissima qualità». Un’eccellenza che ha anche il vantaggio di catturare i cervelli italiani: ricercatori e bisturi d’oro che troppo spesso emigrano. «Con quest’operazione dell’Humanitas - ha sottolineato il presidente del Pirellone - si contrasta la fuga dei cervelli, offrendo luoghi attrattivi in cui rimanere o tornare, promuovendo lo scambio con altre eccellenze nel mondo. Questo centro di ricerca sarà capace d’attrarre studiosi dall’Italia e dal mondo. La Regione spinge ormai da dieci anni in questa direzione con interventi mirati. Ho moltiplicato per 50 gli investimenti in ricerca. Oggi noi spendiamo 230 milioni di euro all’anno e ciascun euro investito dalla Regione ne trascina mezzo dei privati. E in questi anni abbia saputo attrarre anche investimenti europei, perché abbiamo presentato all’Unione programmi convincenti. E pensare che c'è chi critica la sanità privata. La collaborazione tra pubblico e privato, in settori ad alta potenzialità come la ricerca e l’innovazione, va anzi rafforzata».
Una tendenza che non è, invece, seguita altrove. Una condizione che ha fatto lanciare un allarme all’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani: «Nel nostro Paese si creerà una scissione tecnologica tra alcune Regioni e quell’area che è viziata dai finanziamenti dati da Roma senza obiettivi ad alcune Regioni. Una situazione che di provocare non solo una scissione tecnologica ma anche sociale».