La nuova Juve si fa lo stadio con il marchio

da Milano

Un accordo strategico di 15 anni legherà il marchio Juventus Football Club a Sportfive Italia, la filiale italiana del network che fa capo al gruppo Lagardère. L'alleanza commerciale, presentata ieri a Milano da Jean Claude Blanc, Richard Worth, Giovanni Cobolli Gigli, Luca De Ambrogio e Marco Fassone, prevede per Sportfive l’esclusiva sulla gestione dei naming right del nuovo stadio bianconero. Inoltre, le due società collaboreranno su numerosi altri aspetti legati alla valorizzazione dello stadio e dello stesso marchio Juventus. Il corrispettivo che Sportfive verserà nelle casse bianconere per tutta la durata dell’accordo, che scadrà nel 2023, è di 75 milioni di euro.
Per quanto riguarda il nuovo stadio da 41mila posti, la Juventus investirà complessivamente 105 milioni di euro, di cui 75 milioni arrivano dall’accordo con Sportfive. L’investimento sarà completato con un prestito bancario, il cui ammontare e durata sono ancora da definire. Auspicabile, secondo Jean Claude Blanc, anche una partecipazione pubblica «attraverso una partnership vista come soluzione innovativa per sviluppare progetti importanti». Ad oggi sono più di 120 i progetti di «naming right» calcistici in Europa che creano un giro di affari di 75 milioni di euro l’anno. La società guidata da Giovanni Cobolli Gigli sarà quindi il primo grande club italiano a inaugurare questo innovativo programma di sponsorizzazione. Sportfive ha già mediato vari progetti, soprattutto in Germania (Aol Arena di Amburgo poi Hsh Nordbank Arena, Dortmund Signal Iduna Park e Francoforte Commerzbank Arena). «La Juventus è il massimo, in Europa e nel mondo - ha detto Luca De Ambrogio, ad di Sportfive Italia -. Per noi è un’opportunità incredibile. Abbiamo deciso di investire perché il progetto della Juve è eccellente». Anche se dall’accordo sono esclusi i due sponsor storici: Fiat Group e Nike. Intanto Cobolli Gigli, a proposito di investitori stranieri interessati alla Juve, ha precisato: «Abbiamo letto di possibili azionisti russi: potranno solo comprare azioni sul mercato visto che il pacchetto di maggioranza non è in vendita. Il nostro obiettivo è di proporci come un investimento interessante, per questo vogliamo generare dai ricavi il cash flow necessario per finanziare la nostra attività e confermare così un equilibrio finanziario».