Una nuova lente per gli interventi sulla cataratta

Felicita Donalisio

Buone notizie per tutti coloro che, affetti da cataratta, decidono di sottoporsi all'intervento chirurgico: per la prima volta, una lente intraoculare può consentire contemporaneamente sia una visione ottimale sia un'efficace protezione per la retina. «Come si sa, l'opacizzazione del cristallino e il suo progressivo ingiallimento è un'evenienza naturale e molto frequente in persone sopra i 60-65 anni di età», spiega il dottor Carlo Vanetti, microchirurgo oculare, membro della American Society of Cataract and Refractive Surgery( Ascrs), uno dei maggiori esperti nella chirurgia della cataratta e nel trattamento laser dei difetti visivi (www.vedo.net - 02/58305550). «Solo in Italia, le persone affette da cataratta sono circa un milione e mezzo ed almeno 400.000 i malati che ogni anno si rivolgono alla chirurgia». L'intervento consiste nella «frantumazione» della cataratta, nella sua aspirazione (con tecniche ad ultrasuoni o a getto d'acqua) e nell'impianto di una lente artificiale che sostituisce il cristallino ormai opaco. «L'evoluzione delle tecniche chirurgiche ha permesso di ridurre sempre più l'ampiezza delle incisioni necessarie», commenta l'esperto. «In pochi anni si è passati da 6 mm a 3,2, ed ora la rimozione della cataratta e l'inserimento della lente sostitutiva si esegue attraverso microtunnel di soli 2 mm, che non richiedono sutura e non modificano l'anatomia dell'occhio. L'intervento avviene in regime ambulatoriale ed è totalmente indolore: l'anestesia è esclusivamente locale, ottenuta applicando semplicemente qualche goccia di collirio».
Non solo. Dal dicembre 2005 è in commercio una lente intraoculare «rivoluzionaria», che raccoglie contemporaneamente 4 caratteristiche ottiche e fisiche fondamentali. Vediamo quali. «Innanzitutto, è costruita in un unico pezzo di materiale acrilico, che oggi sappiamo essere quello meglio tollerato dall'occhio umano», dice il dottor Vanetti, precisando che «si presenta come una lente sottile, morbida e pieghevole, tanto da poter essere iniettata, senza la necessità di punti di sutura, attraverso una microincisione di soli 2 mm (la più piccola finora consentita. Ma a renderla unica è anche lo speciale trattamento a cui la lente viene sottoposta: prima del suo inserimento nell'occhio, viene, infatti, lavorata con un particolare cromoforo, cioè un filtro contro le radiazioni luminose dello spettro - blu, le più tossiche e nocive per la nostra retina. È stato calcolato che il potere filtrante di questa nuova lente è sovrapponibile a quello del cristallino umano di una persona di 25 anni, e recenti studi hanno rilevato che questa protezione naturale è di estrema importanza per la prevenzione di alcune frequenti maculopatie.
Infine, la nuova lente intraoculare ha un design asferico, cioè una qualità ottica estremamente sofisticata che permette di ottenere un recupero visivo vicino alla perfezione, aumentando la qualità visiva e la sensibilità al contrasto e riducendo in buona parte le tipiche aberrazioni dell'occhio anziano migliorando inoltre la sicurezza nella guida specie in condizioni di scarsa luminosità o in presenza di pioggia e nebbia». L'insieme di queste caratteristiche rende tale lente uno strumento prezioso nelle mani di un esperto microchirurgo, che, con un'appropriata tecnica di impianto, ne potrà ottimizzare i risultati. «È doveroso precisare che la scelta di utilizzare queste o altre endoprotesi oculari dipende da un'attenta valutazione clinica da parte dello specialista», puntualizza il dottor Vanetti. «È suo compito, tramite particolari esami preliminari, selezionare quei pazienti e quegli occhi che si prestano meglio al tipo di intervento programmato, riducendo al minimo i possibili rischi e assicurando il miglior risultato visivo».