«Nuova moschea? No, solo uno spazio di preghiera controllato»

Il vicesindaco: «Individuata un’area alla Bovisa». Ma il Carroccio è contrario

Roberto Bonizzi

«A settembre sposteremo la moschea di viale Jenner». L’annuncio dell’assessore alla Sicurezza del Comune Guido Manca getta (altra) legna verde sul dibattito che ruota intorno all’istituto islamico presieduto da Abdel Hamid Shaari. E, immediato, si alza il fumo. Dichiarazioni di parte e muro contro muro. «Dobbiamo uscire dal terreno delle dichiarazioni e affrontare la questione in tutti i suoi aspetti». La premessa del vice sindaco Riccardo De Corato chiarisce le intenzioni di Palazzo Marino. «Ne parleremo in giunta - prosegue il senatore di An -. Ma una cosa è certa: finché Milano sarà amministrata da questa maggioranza possiamo parlare di nuovi spazi preghiera, non di nuove moschee».
Su un punto tutti d’accordo: viale Jenner, così com’è, non può andare avanti. «Abbiamo raccolto migliaia di firme di cittadini disperati della zona - dice Matteo Salvini, europarlamentare e capogruppo della Lega in Comune -. La giunta, invece, ha snobbato il consiglio per quattro anni: dal 2001 si sono raccolte mozioni di An, Lega e Forza Italia per la chiusura della moschea. Se questa è l’intenzione siamo d’accordo». In sintonia Alleanza nazionale: «Va chiusa, non c’è dubbio» spiega Paola Frassinetti, capogruppo in Provincia.
Sulle modalità, invece, non c’è accordo. Da una parte An che chiede «un piano di concertazione con prefetto e tutti i sindaci per valutare la nuova sistemazione - continua Frassinetti -. È inutile spostare i problemi altrove, magari in periferia. Si sommerebbero tensioni a tensioni». Esiste anche un’idea. «L’avevo già proposto un anno fa - aggiunge De Corato -. Un’area alla Bovisa, vicino a viale Jenner, di oltre 2mila metri quadrati, in parte coperti. Lì si svolgerebbe la preghiera del venerdì, dalle 12 alle 16, e le chiavi dello spazio resterebbero ai vigili. Un modo per consentire ai musulmani di pregare in maniera civile liberando viale Jenner».
Ma la Lega, dopo la bocciatura di 12 mesi fa, non ha cambiato idea. «Non è onere del Comune trovare spazi di preghiera per questa gente - punge Salvini -, soprattutto in un momento internazionale come l’attuale. La moschea è abusiva, va chiusa, poi sta agli islamici individuare un altro posto, pagato da loro e che non violi la legge».