Una nuova «Nuvola» sotto la Mole Antonelliana

Non ci sarà solo la sede della Lavazza nella zona dell'ex centrale Enel. Riqualificato il quartiere perché tutto è cominciato proprio da qui...

Maurizio Bertera

Il New York Times non è la Bibbia ma spesso ci prende: quando pochi mesi fa, ha inserito Torino al 31° posto tra le prime 52 città nel mondo da visitare nel 2016 unica italiana per la cronaca ha in effetti colto tutti i segnali della ritrovata vitalità che si avverte sotto la Mole. E tra questi segnali ha messo in prima fila (giustamente, ma non era difficile) il progetto del nuovo quartier generale di Lavazza, che sorgerà sull'area della ex-centrale Enel, vicino a Largo Brescia. Si chiamerà Nuvola bel nome e rappresenta una scelta carica di significato, a riaffermare lo stretto rapporto tra la città e l'azienda che ha fatto del caffè una missione. «Contribuire alla valorizzazione di un'area così importante della città consente di poter esprimere la gratitudine nei confronti di questi luoghi, a cui la famiglia Lavazza è legata sin dalle origini spiega Paolo Corradini, responsabile dei lavori per la sede la grande avventura iniziò, infatti, nel 1895 a Torino, nella drogheria fondata da Luigi Lavazza in via San Tommaso 10. La scelta del quartiere Aurora è invece legata alla storia industriale dell'azienda, che ha visto la nascita dei primi stabilimenti in questo quadrante urbano». I primi rendering non lasciano spazio a dubbi: è qualcosa in più di una riqualificazione di un'area industriale come ce ne sono tante per concentrare quattro sedi diverse e 600 dipendenti in un unico complesso moderno e funzionale. C'è evidentemente un altro respiro, con l'obiettivo di fare di Nuvola il manifesto del brand Lavazza, tra passato e futuro. «La tradizione e l'innovazione sono valori fondamentali per Lavazza: l'unione di questi principi, da sempre nel Dna aziendale, si riscontra nei suoi prodotti continua Corradini così nel progetto del nuovo headquarter, firmato da Cino Zucchi, l'architettura contemporanea coesiste insieme a edifici storici recuperati e adibiti a nuove funzioni. Il tutto mira all'ottenimento della certificazione LEED (ndr, Leadership in Energy and Environmental Design) di livello Gold, ossia il protocollo di sostenibilità più diffuso al mondo». La famiglia Lavazza ha operato un'altra scelta intelligente: la condivisione del progetto con gli abitanti dell'area e la realizzazione, per conto della città, di varie opere di urbanizzazione che ne faranno una vera smart stret. Ecco quindi l'illuminazione a LED lungo il perimetro, il rifacimento di Largo Brescia, l'allargamento delle aree pedonali e soprattutto la pedonalizzazione di un tratto di via Pisa, creando così un luogo di incontro per oltre 400 studenti dello IAAD (Istituto d'Arte Applicata e Design) e per il quartiere. A progetto concluso più di mille persone animeranno ogni giorno un piccolo mondo restituito alla città, che finirà per essere chiamato area Lavazza. In un progetto voluto da un brand da sempre attento all'alta cucina da venti anni si fanno sperimentazioni sul prodotto e si stringono collaborazioni con i big dei fornelli - non poteva mancare l'attenzione al cibo. Nuvola ospiterà un ristorante, dove c'è lo zampino del mito Ferran Adrià - ideatore di elBulli Foundation - con il quale Lavazza collabora dal 2002 per trasformare il caffè in un'icona di creatività e ricerca. Non a caso, due suoi allievi i catalani David Gil e Ruben Gonzalez sono stati tra i maggiori protagonisti di Identità di Caffè, una delle sezioni più interessanti di Identità Golose 2016. Come sarà il primo locale di Adrià in Italia, perché alla fine di questo si parlerà? «Intanto è un lavoro di più anime: il team di Ferran, quello di Lavazza e alcuni chef italiani con la supervisione di Slow Food rivela Corradini - partendo da uno studio della cucina italiana e mediterranea, coinvolgeremo giovani cuochi insieme a studenti italiani e non. Vogliamo che il nuovo concept sia il risultato di un impegno non solo concettuale ma legato alla storia della cultura gastronomica». La sensazione è che vivremo su una nuvola, stupiti dall'ambiente del ristorante e ancora più sorpresi dai piatti.