Una nuova ondata di polemiche: "Acceleriamo su vasca e canale"

Sinistra all’attacco sugli effetti del maltempo in città e
nell’hinterland. Podestà: «Iter più veloce per lo scolmatore e il bacino
di laminazione. Necessario nominare Formigoni commissario»

Esondazioni, allagamenti, asfalto che si sbriciola, strade chiuse al traffico. Con il maltempo torna, puntuale, il dibattito sulle responsabilità. E sul chi avrebbe dovuto fare cosa. Dopo l’ennesimo allarme Lambro e Seveso, il vicepresidente del Consiglio comunale, Stefano Di Martino, avanza una proposta: dare i superpoteri immediati non solo al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ma anche alla protezione civile, sia sul territorio comunale sia su quello provinciale. In questo modo si potrebbe gestire meglio (e prevenire) l’emergenza. É già la seconda volta, dopo l’sos del 18 settembre, che scatta l’allerta esondazioni. «Purtroppo - sostiene Di Martino - assistiamo a un film già visto poco tempo fa: è una vergogna che i comuni limitrofi stiamo facendo a gara per scaricare le responsabilità, con un atteggiamento che farebbe concorrenza a Ponzio Pilato. Questo è il momento delle responsabilità e chi ha ostacolato la realizzazione di opere necessarie a Milano ne dovrà rispondere».
Anche Podestà torna a chiedere il commissariamento di Formigoni e, d’altra parte, sprona la Regione, «che ha ottenuto l’assenso dell’Agenzia interregionale per il Fiume Po alla concessione di un prestito-ponte di 14 milioni di euro», a dare il via a al più presto ai lavori. «Un via - spiega - legato unicamente ai tempi tecnici delle procedure di gara di pubblica evidenza e non riconducibile pure alla reale disponibilità di risorse». Dal canto suo la Provincia di Milano si impegna ad accelerare i tempi per il potenziamento del canale scolmatore a nord ovest e a costruire la vasca di laminazione a Senago.
Il centrosinistra cavalca ancora una volta la sciagura maltempo per «portare acqua al suo mulino». È il candidato alle primarie del Pd Giuliano Pisapia a tradurre le esondazioni nella prova «della disfatta della giunta milanese». «È inaccettabile - sostiene - che il sindaco e la giunta non siano riusciti a evitare, con i necessari interventi di prevenzione, l’ennesima esondazione malgrado fosse non solo prevista ma prevedibile ed evitabile». Il suo rivale, Stefano Boeri, suggerisce delle modifiche al Piano di governo del territorio. A replicare al polverone di critiche è il vicesindaco Riccardo De Corato, che parla di disagi contenuti e di lieve entità. «Il sistema Milano - sostiene - ha impegnato tutti gli uomini e i mezzi necessari per rispondere in modo efficace alle richieste del territorio dopo le abbondanti piogge iniziate sabato sera». In particolar modo, sono scesi in campo 50 uomini della protezione civile, 12 pattuglie della polizia locale, 22 dipendenti del Servizio idrico integrato della Metropolitana milanese, 10 uomini Atm, 10 operatori messi a disposizione da Amsa, 10 uomini del 118, oltre alle squadre dei vigili del fuoco. «Per quanto riguarda il fiume Lambro - aggiunge De Corato - ieri mattina è stata segnalata un’esondazione all’interno del parco. Si è reso quindi necessario l’intervento della Protezione civile per aspirare con le idrovore l’acqua infiltrata nella struttura della Comunità Exodus. Intervento analogo anche presso il Centro Ambrosiano. Chiusa inoltre la via Vittorini, in corrispondenza del ponte, dove la Protezione civile ha provveduto a posizionare sacchi di sabbia». Chi governa, secondo il capogruppo del Pd in Provincia Matteo Mauri, «deve impegnarsi a sbloccare i fondi per far ripartire le opere necessarie per risolvere, una volta per tutte, il problema».