Nuova ondata di sexy scandali

La Procura di Milano riapre l’inchiesta su vip e paparazzi. Il
fotografo Scarfone: «Ne vedrete di tutti i colori» Un onorevole ha
pagato 300mila euro per far sparire gli scatti. «E ci sono foto di
Santoro con la Borromeo»

Non serve neanche più il ventilatore. Il fango si spande da sé, esonda, dilaga con la forza di un automatismo feroce e infallibile. Lo show televisivo di Corona ha dato la stura, le profezie del paparazzo Max Scarfone («Ne vedrete di tutti i colori») nascondono segreti innominabili ma pronti a uscire al momento giusto. Nessuno è al riparo, starlette e ministri, letterine e onorevoli, eminenze e istituzioni, donne di spettacolo e uomini di Stato pronti a pagare 300mila euro per nascondere un imbarazzante fotogramma. La piega di un odioso sospetto, instillato da un click di paparazzo, può incrinare qualsiasi reputazione, introdursi come un veleno nella vita pubblica. Per una volta, anzi, è il potere a rendere più deboli, perché il gossip segue una logica crudele ma ineccepibile: è la visibilità che rende vulnerabili, e il prezzo dello sputtanamento sale con la fama dello sputtanato. La stagione della politica ridotta a gossip sta conoscendo il suo taglione, il contrappasso del pettegolezzo assurto a codice morale di una nazione. Chi raccontava come inchieste le spiate dei paparazzi e gli agguati delle escort armate di fotocamera, rischia di trovarsi dall'altro lato dell'obiettivo, dove gli «scoop» fanno un altro effetto. Una nuova valanga di fotoricatti, scandali sessuali, allusioni, equivoci si sta preparando. La piena non ha argini, il buco della serratura, una volta esteso a orizzonte politico, ingloba tutto, riducendolo alla propria infima misura. E al Paese tocca leggere il suo destino su una pagina di rotocalco patinato.
Questa volta le scosse si annunciano anche peggiori di quelle arcinote. Pendiamo dai reportage degli Scarfone e dei Zappadu - nuovi «opinion maker» abili a rimestare nel torbido -, dalle confessioni a luci rosse di una prostituta o di un trans. Il confine è stato superato, ora è difficile immaginare un nuovo limite. Se la vita di un uomo pubblico non deve avere privacy, e se la sua condotta privata - svelata dalle intrusioni del gossip - serve a giudicare la sua rettitudine pubblica, la sfera privata resta una parola svuotata di senso. È successo con le confessioni di Patrizia D'Addario, invitata in tv da Michele Santoro nelle vesti di testimone attendibile, ma ora le parti si rovesciano e tocca all'inquisitore Santoro finire tra le vittime del gossip e dei sospetti a luci rosse (ci sarebbero sue foto con l’ex valletta-giornalista di Annozero Beatrice Borromeo). «Sarà un inferno» dice Corona, e c'è da credergli. Si mira ai volti noti, meglio se autorevoli, meglio se potenti, meglio ancora se odiati obiettivi politici. Vengono in mente molti nomi. Ma uno in particolare.