La nuova passione degli italiani la scoperta dell’acqua calda

Le terme diventano una meta amata anche dai giovani: e in 6 anni le presenze sono salite del 12%

Mimmo Di Marzio

L’«agosto omeopatico» piace sempre di più anche agli italiani. Trascorrere le vacanze sudando imbacuccati nei fanghi termali o massaggiati con olii caldi, anzichè all'ombra di una palma esotica, non è più solo un'esigenza della terza età in lotta contro artrosi e reumatismi, e neppure del tradizionale popolo dei vacanzieri tedeschi. Sarà per il boom della cultura del benessere, sarà per le metropoli inquinate, sarà per la moda delle terapie alternative, oggi anche tra molti giovani il cosiddetto «wellness» sta diventando una meta estiva più appetibile di spiaggia e ombrellone. Le avvisaglie di questa tendenza erano nelle ultime rilevazioni Istat, secondo cui sono oggi 12 milioni gli italiani che utilizzano del tutto o in parte la medicina naturale, mentre ben cinque milioni hanno definitivamente sostituito i medici di base con omeopati, agopuntori e fitoterapeuti. Ma che le cosiddette «cure dolci» avessero i numeri per diventare quasi un fenomeno di massa, lo si è scoperto recentemente a Milano, dove negli ultimi quattro anni i centri benessere sono aumentati ben del 90 per cento. In Usa è stato ribattezzato il «business da un miliardo di dollari», così anche da noi le tradizionali stazioni termali, da Abano Terme a Saturnia, da Chianciano a Ischia, corrono ad attrezzarsi per far fronte a un pubblico giovane e dal palato più esotico.
Soltanto nella regione Toscana, dicono le statistiche, le presenze nelle principali stazioni termali sono aumentate dal 2000 a oggi di circa il 12 per cento. E se al primo posto si collocano le persone tra i 45 e i 64 anni, seguite a ruota dagli ultrasessantenni, al terzo posto balzano non i trentenni in carriera, ma i 18-29enni. Anche il Veneto, il turismo termale ha registrato quest’anno un incremento del 10 per cento con un fatturato di 300 milioni di euro. «Ciò si deve soprattutto - sottolinea Valerio Mazzuccato, responsabile del settore alberghiero termale per il gruppo San Paolo - a quelle strutture che, tra i 150 alberghi termali attivi nella zona, hanno saputo investire in un’offerta moderna».
E così oggi non vi è centro che non cerchi di rifarsi il look con strutture in chiave Feng Shui per rispettare l'armonia dell'ambiente, e non si doti di personale specializzato in terapie ayurvediche, aromaterapia, shiatsu, reiki, cristalloterapia e quant'altro. Ventata new age, dunque, ma nella consapevolezza, sottolineano gli addetti ai lavori, che la classe non è acqua; o meglio, parlando di benessere, è proprio acqua. Pur nel mare magno delle terapie più esotiche e stravaganti proposte nei centri (l'ultima moda è il trattamento al cioccolato, rigorosamente per uso esterno), le località più appetibili restano infatti quelle che contano su doti naturali insite nel territorio e che negli anni hanno dimostrato comprovata efficacia scientifica. E sui magici poteri dell'acqua la medicina termale ha in questi anni approfondito le ricerche evidenziando rinnovate proprietà curative e preventive anche per l’infanzia.
A ciascuno la sua: acqua salsobromoiodica contro le malattie articolari e per la prevenzione dell'osteoporosi, acqua sulfurea contro le malattie respiratorie e della pelle, acqua radioattiva per il riequilibrio del sistema nervoso, acqua arsenicale contro le anemie, acqua carbonica per il sistema circolatorio e via di questo passo. Recentemente il Dipartimento di biologia dell'università di Padova ha reso noto uno studio scientifico sul fango di Abano e Montegrotto, evidenziando proprietà antinfiammatorie tali da farlo ribattezzare un vero e proprio «cortisone naturale». «Questo fenomeno - spiega il dottor Walter Poli direttore dell’Hotel Tritone di Abano Terme, uno dei maggiori centri termali della zona euganea - è dovuto alla presenza di particolari microrganismi che rendono questo fango, se lasciato maturare per mesi in speciali vasche di acqua salsobromoiodica a una temperatura di 60 gradi, particolarmente efficace contro l'artrosi, i problemi muscolari e l'osteoporosi. Problemi che ormai non si riferiscono soltanto a una popolazione anziana ma anche a giovani attenti alla prevenzione e che passano molte ore davanti al computer. Ma quello della maturazione dei fanghi è un processo estremamente complesso che riusciamo a realizzare grazie a impianti e operatori altamente specializzati».
Gianmarco Rossi, direttore del grand hotel Terme Roseo di Bagno di Romagna, conferma la positiva inversione di tendenza rispetto a una crisi in cui era sprofondato il termalismo italiano nell'ultimo decennio: «In passato i giovani consideravano le Terme una sorta di cronicario e in effetti il pubblico era soprattutto composto da ultrasessantenni o da persone affette da gravi malattie respiratorie o articolari che trattavamo con le nostre acque bicarbonato-alcaline-sulfuree. Oggi invece si sta tornando alla filosofia degli antichi romani che vedevano i bagni come un luogo per la cura di se stessi ma anche di aggregazione e incontro. I giovani sono più attenti a questi temi e così anche le patologie sono cambiate: oggi molti vengono alle terme per problemi di ansia o depressione e, rispetto a una volta, per periodi più brevi ma più distribuiti durante l'anno». Per Sandro Moro, titolare del President hotel Terme di Salice Terme, «il turismo termale mordi e fuggi è oggi facilitato da pacchetti promozionali che rendono più abbordabili i soggiorni-cura rispetto a quando la Spa era considerata soltanto un meta per ricchi».
Anche gli operatori termali del Sud mostrano ottimismo. Franca Vilardo, direttore del grand hotel Terme Luigiane nel cosentino, ha recentemente affiancato alle tradizionali terapie termali («le nostre acque solfuree hanno il più alto grado solfidrometrico d'Italia») pacchetti di wellness dedicata alla clientela under 40: «Diversificare l’offerta è ormai fondamentale, anche perché sono sempre di più le coppie o le famiglie che in estate scelgono l'accoppiata terme-mare; e da noi il mare dista solo due chilometri».