Nuova preghiera per gli ebrei Il Vaticano: «Non è antisemita»

La Santa Sede: «Nessuna discriminazione o disprezzo»

da Roma

Ad ormai pochi giorni dal viaggio di Benedetto XVI negli Usa, al cui programma sono stati aggiunti due incontri specifici con la comunità ebraica (come anticipato dal Giornale il 2 aprile), la Segreteria di Stato vaticana ha pubblicato una dichiarazione in risposta alle critiche arrivate da esponenti del mondo ebraico che hanno giudicato insufficiente la modifica voluta dal Papa alla vecchia preghiera del Venerdì santo contenuta nel messale tridentino liberalizzato da pochi mesi. Sia nella vecchia che nella nuova versione si prega infatti perché gli ebrei siano illuminati da Cristo.
«La Santa Sede assicura che la nuova formulazione - si legge nel comunicato - con la quale sono state modificate alcune espressioni del Messale del 1962, non ha inteso, nel modo più assoluto, manifestare un cambio nell’atteggiamento che la Chiesa cattolica ha sviluppato verso gli ebrei, soprattutto a partire dalla dottrina del Concilio Vaticano II, in particolare nella Dichiarazione Nostra aetate, la quale, secondo le parole pronunciate dal Papa Benedetto XVI proprio nell’Udienza ai Rabbini Capo di Israele del 15 settembre 2005, ha segnato “una pietra miliare sulla via della riconciliazione dei cristiani verso il popolo ebraico”. Il permanere dell’atteggiamento presente nella Dichiarazione Nostra aetate è evidenziato, del resto, dal fatto che l’Oremus per gli ebrei contenuto nel Messale Romano del 1970 resta in pieno vigore, ed è la forma ordinaria della preghiera dei cattolici». Insomma, liberalizzare l’antico testo non significa fare passi indietro. La Segreteria di Stato ricorda che proprio il Concilio ha esposto «i principi fondamentali che hanno sostenuto e sostengono anche oggi le relazioni fraterne di stima, di dialogo, di amore, di solidarietà e di collaborazione fra cattolici ed ebrei» citando «il vincolo del tutto particolare con cui il popolo del Nuovo Testamento è spiritualmente legato alla stirpe di Abramo e respinge ogni atteggiamento di disprezzo e di discriminazione verso gli ebrei, ripudiando con fermezza qualunque forma di antisemitismo».
Il Vaticano auspica che queste precisazioni «contribuiscano a chiarire i malintesi». Le reazioni sono state diverse. Mentre il rabbino di Roma Di Segni giudica ancora insufficienti i chiarimenti d’Oltretevere, il rabbino Laras e altri suoi colleghi statunitensi esprimono soddisfazione per il comunicato.