Nuova protesta al parco Lambro

Sit-in davanti al Ceas Gallera: «La Moioli applichi la linea della Cdl»

Quelli che non vogliono i rom sotto casa si danno appuntamento mercoledì in piazza Udine. E sempre lì, alle 18.30, si ritrovano anche quelli che per i nomadi sognano l’integrazione a colpi di «solidarietà e di legalità». Manifestazione con meta finale il civico 8 di via Marotta ovvero la sede del centro ambrosiano di solidarietà che, nel cuore del parco Lambro, ospita diciotto famiglie di romeni.
Ospitalità temporanea nella struttura governata da don Virginio Colmegna, che da sempre offre un tetto e un supporto psicologico a ex tossicodipendenti e pazienti psichiatrici: temporanea perché a breve le diciotto famiglie - con 45 bambini di cui 11 sotto i 3 anni - saranno trasferite in un’area di ottomila metri quadrati che il Comune mette a disposizione del Ceas proprio a fianco dell’immobile di via Marotta.
«Decisione irresponsabile, quella assunta dal sindaco Letizia Moratti con la complicità del vicesindaco Riccardo De Corato e dell’assessore Mariolina Moioli, che è destinata a deteriorare la già mediocre qualità della vita in quest’area ricettacolo di tensioni e di illegalità» sostiene Gianfranco De Nicola, capogruppo provinciale di An, che promuove la protesta di mercoledì. Ma De Nicola non è solo, con lui c’è anche il consiglio di zona 3: «È inaccettabile che quest’atto d’imperio di Palazzo Marino vada a violare un’importante area verde per la quale viene chiesto da anni un piano di riqualificazione che andrebbe a particolare beneficio delle categorie più deboli quali bambini, mamme ed anziani» affermano Pietro Viola e Gianluca Boari, rispettivamente presidente (An) e vicepresidente (Fi) del parlamentino di quartiere.
Virgolettato sottoscritto da tutta la Casa delle Libertà nel consiglio di zona 3 e anche da Barbara Calzavara, vicepresidente (Fi) del consiglio di zona 2: «La decisione di Palazzo Marino di “cementificare” un polmone verde per dare un tetto ai nomadi non tiene conto che le tensioni ricadranno inevitabilmente pure sull’area di via Padova, a due passi da parco Lambro, dove sono già in aumento furti e scippi».
E se Max Bruschi, vicecapogruppo di Fi a Palazzo Isimbardi, preannuncia la sua presenza - «perché contesto il metodo dell’assessore Moioli, di prendere iniziative senza confrontarsi con la sua maggioranza» -, Pietro Accame, consigliere provinciale (Fi) fa sapere che «ci sarà moralmente, causa precedenti impegni». Sostegno alla manifestazione arriva anche da Romano La Russa, presidente della federazione provinciale di An ed europarlamentare: «Piena solidarietà alle manifestazioni spontanee che i cittadini organizzano liberamente. An come sempre non si tira indietro e sostiene la lotta della popolazione che chiede solo di poter vivere tranquilla».
Messaggio che La Russa conclude con un invito alla giunta guidata da Letizia Moratti: «Dia seguito alle promesse fatte al popolo milanese, maggior sicurezza significa anche meno zingari per le strade e soprattutto meno campi nomadi».
Richiamo ad un «impegno» condiviso pure da Giulio Gallera, capogruppo comunale di Forza Italia: «L’assessore Moioli aveva preso l’impegno che dopo il risanamento di Triboniano non ci sarebbero stati altri campi, noi la richiamiamo a quell’impegno. Vogliamo ricordarle che deve applicare la linea della maggioranza, non inventarne un’altra». Altrimenti? «Si pone fuori dalla maggioranza».