Nuova sede da 20 milioni ma i politici non ci vanno

In Veneto, la Regione ha investito 20 milioni di euro per acquistare Palazzo Torres Rossini e sistemarvi i gruppi consiliari, che a Palazzo Ferro Fini stavano stretti. Spesi anche 800mila euro per arredare i 2.500 metri dei nuovi uffici e dotarli delle tecnologie più moderne.
A maggio, quando tutto sembra pronto per il trasloco, ecco l’imprevisto: i gruppi non ci stanno. Rifiutano di andare in un edificio diverso da quello dove si celebrano i Consigli e le Commissioni, e dove ci sono bar e mensa, inesistenti nel nuovo stabile. Troppo scomodo l’andirivieni. Peccato che la sede comprata e ristrutturata sia lontana dalla vecchia non più di 150 metri.
Il presidente del Consiglio Marino Finozzi (Lega) apre una trattativa e offre qualche ufficio nella vecchia sede (un presidio) per convincere i riottosi. Seguono sopralluoghi con architetti, mediazioni sulle piantine, mercanteggiamento di stanze e sottotetti. Infine il centrosinistra accetta il compromesso e trasloca. Forza Italia, Lega, An, Udc, Nuovo Psi resistono nei vecchi uffici, si oppongono al trasloco e riescono anche a litigare tra loro sulla superficie dei rispettivi uffici.
All’inizio dell’estate il presidente Finozzi si stanca e lancia un ultimatum: «Se non andate via entro Ferragosto procederemo con il trasloco d’ufficio». Forza Italia e Udc hanno ceduto, Lega e An sono ancora lì. E resistono.