Nuova sede della Puglia Vendola si "regala" una reggia da 80 milioni

La sede dell'assemblea regionale pugliese sarà un palazzo di vetro. Sorgerà entro il 2011. Nel complesso ci saranno anche filari di mandorli e un torrente artificiale

Roma - Il governatore pugliese Nichi Vendola avrà il suo palazzo di vetro. Vetro, sì: un po’ per risparmiare sulle bollette della luce visto che lui, rosso ma anche verde, i temi ambientalistici ce li ha nel Dna; E un po’ per lanciare il messaggio che le istituzioni, le «sue» istituzioni, sono trasparenti e pulite. Limpide e cristalline come le pareti della reggia che dovrebbe sorgere nei pressi di Bari città entro il 2011. Calce e martello vista mare.

D’altronde il consiglio regionale della Puglia cerca casa da un pezzo, dato che da tempo immemore i suoi uffici sono sparsi un po’ ovunque in città. Ma domani non sarà più così e il parlamentino pugliese, gli uffici degli assessori e l’intera giunta, a esclusione dell’ufficio dello stesso Vendola per la verità, avranno una nuova sede. La trentennale diaspora degli uffici regionale ha le ore contate per davvero. Un’unica sede: un posto al sole, visto che il futuro palazzo sorgerà a un passo dal mare e sarà una finestra unica. La reggia di Vendola, sulla carta, costa 60 milioni di euro ma l’investimento totale raggiungerà facilmente gli 80 milioni di euro. Il progetto c’è già: un’opera mastodontica disegnata da un autorevole pool di architetti e ingegneri come gli studi Valle, Sylos Labini e Marati che ora approda alla fase finale e attende soltanto di sapere quale ditta è interessata a costruire tutto il ben di Dio voluto da Vendola.

La Regione ha già emanato il bando e in maggio potrebbero già partire le ruspe. Lì dove, nella primavera del 2006, venne rasa al suolo Punta Perotti: uno degli ecomostri più tristemente famosi d’Italia. Il progetto, figlio di polemiche infinite legate alla sdemanializzazione dell’area, al fatto che sorge a ridosso di una ferrovia, al braccio di ferro estenuante tra regione, demanio e ministero della Difesa, ex proprietari dell’area, ridisegna di fatto il volto meridionale di Bari. La giunta di centrosinistra esulta anche perché, sulla carta, il neo maxiparlamento pugliese sorgerà in un vero e proprio polmone verde.

Le migliaia di tonnellate di calcestruzzo e vetro saranno avvolte da macchie boschive a tutto carrubo, leccio e mandorlo; lambiranno filari di arancio amaro, falso palissandro, gelso sterile, mimose e pino d’Aleppo; guarderanno ciuffi di calcatreppola marittima, di edera delle Canarie e di fichi degli ottentotti. E vuoi non metterci pure un torrente artificiale? Insomma, un vero e proprio giardino dell’Eden. E poi ci saranno parcheggi, fontane, piazze, un bar, una nursery e un ristorante. Tutto qui? Macché: i consiglieri pugliesi avranno pure modo di tenersi in forma. Sotto i loro uffici ci saranno una palestra, un tennis, un campo di calcetto e un centro fitness.

Il mega cantiere di quasi 83mila metri quadrati partorirà un edificio che assomiglia a due parentesi tonde che si guardano: una sorta di recinto tutto vetro all’interno del quale sorgerà la sala del consiglio regionale, fulcro dell’intera opera. Pure qui verrà data la precedenza al cristallo e alla pietra locale di Trani, Lecce e Apricena per dare segno di trasparenza e solidità delle istituzioni. «Voglio costruire una nuova cosa a sinistra», aveva detto a metà gennaio Vendola, sbattendo la porta di Rifondazione comunista in polemica con Ferrero. Macché «cosa»: voleva dire «casa». E che casa!