Nuova sede Regione: appalti nel mirino dei carabinieri Indagine sullo smaltimento di materiali contaminati. Infrastrutture lombarde: «Certi nostra correttezza»

I lavori per la costruzione a Milano, in via Melchiorre Gioia, della nuova sede della Regione Lombardia, appaltati da Infrastrutture Lombarde spa al Consorzio Torre (nel quale la società Impregilo ha una quota superiore al 90%) per un importo di oltre 185 milioni, sono finiti, per presunte irregolarità, nel mirino dei carabinieri per la tutela dell’ambiente. In un rapporto di oltre 50 pagine, fondato per gran parte su intercettazioni telefoniche - i militari hanno ipotizzato vari reati (dalla concussione, alla corruzione, dalla turbativa d’asta alla truffa, alle false fatturazioni) a carico, tra gli altri, di un alto dirigente di Infrastrutture Lombarde spa (società con capitale interamente della Regione Lombardia) e di alcuni dirigenti di Impregilo. Non ci sono politici indagati, precisano comunque le fonti della procura. I filoni investigativi seguiti dai carabinieri sono stati diversi: i fatti penalmente rilevanti sono stati portati all’attenzione del pm potentino Henry John Woodcock e da questi trasmessi a Milano. L’indagine è derivata da intercettazioni svolte nell’inchiesta sulle estrazioni petrolifere in Basilicata. Alcune delle presunte irregolarità rilevate dai carabinieri per la sede di via Gioia avrebbero riguardato, in particolare, un subappalto per lo smaltimento di materiali contaminati da idrocarburi, affidato dal Consorzio Torre ad un’impresa riconducibile all’imprenditore arrestato Francesco Rocco Ferrara; e rapporti non lineari tra un alto dirigente di Infrastrutture Lombarde Spa e alcuni dirigenti di Impregilo. Fatti di rilievo penale sarebbero emersi anche nel corso delle indagini svolte su altri subappalti, tra i quali quello, da circa 8 milioni, per i frangisole da sistemare sugli edifici della nuova sede regionale; e nel frequente ricorso alle varianti per ampliare secondo i militari, il costo dell’appalto. «Infrastrutture Lombarde è a disposizione della magistratura per fornire, se risulterà necessario, ogni chiarimento» ha dichiarato il presidente Giovanni Bozzetti, che ha aggiunto: «Abbiamo piena fiducia nel lavoro dei magistrati e siamo certi della correttezza dell'operato della società».