La nuova sfida della Fiera

Si svolge in questi giorni, nei padiglioni della Fiera rimasti a sede delle esposizioni cittadine, la mostra «La mia casa». Dedicata ad un tema sul quale si riversano gli interessi di un gran numero di persone, ciascuna con un problema specifico, una domanda alla quale si aspetta una risposta qualificata, un aspetto dei suoi interni da rivedere. L'arredamento fa parte della nostra cultura ed è in fondo la cultura del nostro design, forte e interessante proprio perché nato e costruito nel tempo dagli architetti. Esso è al primo posto nel mondo, e va protetto e conservato, ricordando che quello milanese e lombardo rappresenta un elemento di eccellenza, così manifestazioni come quella citata debbono necessariamente avere una base di vera qualità, che rispetti una tradizione nobile e riconosciuta. «La mia casa», che ha un lungo passato di scarsa qualità, resta ancora oggi, nonostante gli sforzi fatti, una manifestazione troppo condizionata dalle necessità commerciali della Fiera e da proposte di beni che non hanno un comun denominatore selettivo. Alcuni grandi e qualificati produttori finanziano gli allestimenti di importanti loro clienti garantendo un aspetto più che degno, ma il fatto non si ripete per produttori più modesti, e le conseguenze si vedono. Infine non mancano partecipazioni «libere» che sconfinano nelle più diverse merceologie e nelle più estranee offerte. Ai nuovi vertici della conduzione della Fiera l'augurio e la sfida di nobilitare in altro modo la presentazione del mondo della casa italiana, in una città dove già esiste un Salone del Mobile che lo fa con uno spirito e una qualità ben più importante.