La «nuova stagione» del sindaco si apre con la bufera Rifondazione

(...) sparava a zero su Vincenzi e giunta con espressioni di fuoco. «La decisione di andare a un’accelerazione nella formazione della giunta - dichiara fra l’altro Conti - rappresenta un fatto negativo, nel pieno di una campagna elettorale molto delicata per il ballottaggio in Provincia». Il seguito è ancora più pesante: «A questo si aggiunge il persistere di un indirizzo politico secondo cui, invece di attuare scelte che provino a consolidare unità, equilibrio e rappresentanza sociale alla coalizione, tendono a tutelare interessi di parte e a concepire la rosa degli assessori come un volano per la costruzione del Partito democratico». Conclusione in tono: «Se questo è l’approccio con cui si pensa di amministrare Genova ci sembra che si parta subito col piede sbagliato. Il Partito della Rifondazione comunista esprime totale dissenso su questa scelta». Che c’azzecca, come direbbe Di Pietro, questa presa di posizione con l’appoggio da fornire per i prossimi cinque anni in consiglio comunale alla squadra di Marta è tutto da vedere. Anche perché il Prc esprime tre consiglieri nella Sala rossa che non sono propriamente allineati e coperti: Renata Briano e Nicolò Scialfa aderiscono a Unione a sinistra, e Antonio Bruno è fedelissimo seguace dei movimenti dell’europarlamentare Vittorio Agnoletto. Se i tre voltano la faccia al sindaco, si annunciano giorni bui per la discontinuità di Marta. La quale, però, ieri, nel presentare i suoi «gioielli», ha fatto sfoggio di un sorriso scaramantico.
Questa la composizione della nuova giunta: Paolo Pissarello («indipendente, ma ulivista della prima ora» scandisce Marta) vicesindaco, mobilità sostenibile e porto; Bruno Pastorino (Prc) politiche della casa; Massimiliano Morettini (Ds) giovani e città educativa; Alfonso Pittaluga (Ds) riordino società partecipate e città digitale; Roberto Papi (Ds) politiche socio sanitarie; Roberta Morgano (Ds) piano straordinario delle manutenzioni, verde e città del mare; Gianfranco Tiezzi (Margherita) politiche per lo sviluppo, industria, commercio, artigianato, turismo; Francesco Scidone (Italia dei Valori) città sicura, riordino vigilanza urbana, patto per la sicurezza; Francesca Balzani (Indipendente) bilancio, politiche tributarie, riordino gare e appalti; Paolo Veardo (Margherita) infanzia, scuola e servizi demografici; Mario Margini (Ds) politiche per il lavoro e lavori pubblici; Carlo Senesi (Comunisti Italiani) città sostenibile, energia, ciclo dei rifiuti; Anna Zerega (Verdi) pari opportunità, agenda 21, tempi della città, animali; Paolo Striano (Margherita) sport e progetti forti. «La giunta - precisa il sindaco - si avvale della collaborazione dell’architetto Renzo Piano per il nuovo piano regolare Genova 2010, di Carlo Freccero, dirigente Rai, quale coordinatore del progetto cultura e promozione della città, e di Maurizio Maresca, ex presidente dell’Autorità portuale di Trieste, per il coordinamento della riforma dei servizi di interesse generale e la realizzazione dell’Autorità di regolazione». Responsabile delle relazioni istituzionali è Stefano Francesca. Il sindaco tiene per sé le deleghe all’Urbanistica e alla Cultura. Tutti gli assessori, seduti a schiera nel Salone di rappresentanza, si alzano in piedi come tanti scolaretti, vanno a ringraziare la professoressa Marta e promettono impegno e devozione. Tiezzi, preferito all’ultimo istante a Giorgio Guerello (il cui frettoloso siluramento è forse la vera sorpresa rispetto al toto-assessori della vigilia) si accorge di essere l’unico senza cravatta e tenta di rimediare con una battuta: «Un segno di discontinuità, una giunta senza cravatta contro la burocrazia». Beato chi ha afferrato il senso. Assolutamente chiara, invece, la presa di posizione a distanza del sindaco-ombra Enrico Musso: «Prima promessa non mantenuta, quella di Marta Vincenzi, a proposito del numero di assessori: ne aveva garantiti meno, ne nomina 14 più 3. E di questi, tutti escluso uno sono professionisti della politica, alla faccia del rinnovamento». Critico anche il commissario metropolitano di Forza Italia, Roberto Cassinelli: «La giunta conferma la continuità della politica fallimentare della sinistra, e quindi non può garantire il rilancio di cui ha bisogno la città. In tempi brevi, le lacerazioni interne, che già si annunciano, porteranno il Comune allo sfascio». Caustici gli esponenti di Alleanza nazionale: per Gianni Plinio «la giunta di MiniMarta Vincenzi è un capolavoro di continuità del sistema di potere della sinistra», mentre Giuseppe Murolo promette battaglia in consiglio comunale: «Il governo della città è in pessime mani. Non gli daremo tregua».