Nuova stecca del «Flauto magico» Baricco fa il bis di fischi al Regio

Presi di mira i dialoghi dell’opera di Mozart rielaborati dallo scrittore (di nuovo assente)

da Torino

E vada per la prima, durante la quale i fischi possono essere addirittura un vezzo oppure l’espressione di una delusione «di pelle». Ma poi se anche alla seconda rappresentazione l’opera viene fischiata o, come si dice con un divertente e cafone inglesismo, viene implacabilmente «buuata», allora il messaggio è chiaro e decisivo: al pubblico non piace.
E così è accaduto al Flauto magico, andato in scena ieri al Teatro Regio di Torino e «buuato» per la seconda serata consecutiva da un pubblico che evidentemente non ha gradito soprattutto i dialoghi parlati nella versione riscritta da Alessandro Baricco.
Dopo la prima, il regista torinese Gabriele Vacis aveva detto senza mezze misure: «Un’operazione non riuscita».
E ieri sera il giudizio è stato replicato dal pubblico, o almeno da una sua parte. Se tutto il primo atto era scivolato via indolore, senza che si alzassero dalla platea segni di visibile fastidio, l’inizio del secondo è stato battezzato da una contestazione che ha avuto il significato chiaro della bocciatura. La platea si è divisa: da una parte chi girava il pollice al Flauto in versione Baricco; dall’altra chi dissentiva dalla contestazione. Il tutto era un tripudio di «basta», «parlate troppo, vogliamo la musica». Sarà anche vero che, come ha spiegato l’altro giorno il sovrintendente Walter Vergnano, «i buu fanno parte della storia di un teatro». Ma è altrettanto vero che, nella storia di un artista, un «buu» rappresenta un inequivocabile segno di sfiducia del pubblico. Secondo Vacis «l’opera non ci ha trasmesso il sentimento che ci voleva comunicare perché non ha funzionato la sinergia con il regista lituano Oskaras Korsunovas».
Sia come sia, dopo il debutto non proprio festoso, anche ieri sera il Flauto magico con l’intervento sostanziale di Baricco non ha funzionato. Troppi dubbi. Troppo poco incisivo il ritmo della parte parlata, come testimonia inequivocabilmente il disappunto del pubblico. Per fortuna Baricco si è risparmiato i fischi. Impegnato nelle riprese del suo primo film (che gira tra Roma e Parigi) anche ieri non si è fatto vedere in teatro. E, di questo passo, è difficile che lo faccia in futuro.