Nuova stretta monetaria: la Bce alza al 4% il costo del denaro

Il livello più alto degli ultimi cinque
anni e mezzo. Trichet ai governi: &quot;Risanate i conti pubblici&quot;. <a href="/a.pic1?ID=183391"><strong>La lunga corsa al rialzo di Eurotower</strong></a>

Francoforte - Il costo del denaro in Eurolandia sale di un quarto di punto percentuale. Come ampiamente atteso, il Consiglio direttivo della Bce, che stamane si è riunito a Francoforte, ha deciso di modificare l’attuale livello dei tassi di interesse, con l’ottavo rialzo consecutivo dal dicembre del 2005, portando il suo tasso di riferimento al 4%. Con la manovra restrittiva di oggi il costo del denaro in Eurolandia salirà al livello più alto da cinque anni e mezzo. I rialzi tecnicamente decorreranno dalle operazioni del prossimo 13 giugno. Più che dagli sviluppi a breve termine, con il tasso d’inflazione che resta entro i limiti tollerati dalla Bce, la nuova mossa di politica monetaria appare dettata dalle aspettative di un incremento dell’inflazione a medio termine, alimentata dal rischio di aumenti salariali elevati e comunque superiori alla dinamica della produttività e da nuove possibili fiammate dei prezzi petroliferi.

Indicazioni importanti in tal senso e anche su possibili nuovi rialzi - il mercato attualmente appare scontare almeno uno, se non due, successivi rialzi da un quarto di punto - potrebbero giungere dalla conferenza stampa del presidente della Bce Jean-Claude Trichet programmata per le 14 e 30, quando verrà reso noto anche l’aggiornamento delle previsioni trimestrali di crescita della zona euro.

Divario Usa-Europa Il divario fra il costo del denaro negli Stati Uniti e in Europa è sceso a 1,25 punti percentuali. Il tasso-base nell’Eurozona è infatti pari al 4,00%, mentre quello sui Fed Funds statunitensi si attesta al 5,25%.

Trichet: "Politica monetaria accomodante" La politica monetaria è piuttosto accomodante, ha detto il presidente della Bce Trichet, dopo il riunione del consiglio direttivo. "L’aumento dei tassi al 4% - ha spiegato - è stato deciso per la prevalenza dei rischi sui prezzi nel medio termine, ma la Bce agirà in modo fermo per contrastare i rischi sui prezzi. La crescita economica di Eurolandia - ha aggiunto - è più forte del previsto. Rivista al rialzo la stima sul pil: crescita nel 2007 +2,6%".

"Sfruttare fase positiva per risanare i conti pubblici" La Bce rinnova i suoi appelli affinché tutti i paesi dell’area dell’euro sfruttino l’attuale fase positiva dell’economia, e le extra entrate a favore dell’erario, per risanare i conti pubblici. "Gli attuali bei tempi - ha detto il presidente della Bce - andrebbero sfruttati per risanare rapidamente i restanti squilibri di Bilancio nell’area dell’euro, e per accelerare gli aggiustamenti dei conti pubblici verso gli obiettivi di medio termine". Trichet ha nuovamente rimarcato la raccomandazione a perseguire il risanamento mediante interventi volti a contenere la spesa pubblica.

Adusbef: "Famiglie a rischio insolvenza" Con l’ottavo rialzo dei tassi di interesse in diciotto mesi deciso dalla Bce "milioni di famiglie sono a rischio insolvenza". Lo denuncia l’Adusbef, sottolineando che dal dicembre 2005 le rate sono più care fino a 2.968 euro l’anno. Governo e fondo di garanzia "hanno dovere di intervento per aiutare - dice il presidente dell’associazione Elio Lannutti - tantissime famiglie superindebitate a ristrutturare i debiti con le banche". Famiglie e consumatori, sostiene l’Adusbef, vedranno aumentare le rate mensili e semestrali da un minimo di 150 euro fino a 163 euro l’anno per un mutuo di 100.000 euro, a seconda se il piano di rientro è di 10 o di 15 anni. Un mutuo di 200.000 euro con un piano di rientro ventennale comporterà rate più salate, fino a 345 euro l’anno. "Sarà un un vero e proprio salasso per tantissime famiglie - osserva Lannutti - che fidandosi dei cattivi consigli delle banche si sono indebitate a tasso variabile per scadenze lunghissime di 20-30 anni, invece di irripetibili tassi fissi, quando gli istituti di credito sapevano già delle tendenze rialziste dei tassi di interesse".