Nuova tegola per Contrada: lo Stato gli chiede 150mila euro di danni

La Procura generale della Corte dei Conti di Palermo ha notificato l'atto due giorni fa all'ex funzionario del Sisde. Il legale dell'ex 007 annuncia battaglia: «I danni dovrebbero essere pagati a lui»

Si è sempre difeso sostenendo di avere agito da servitore dello Stato. Di quello stesso Stato che, con una sentenza ormai passata in giudicato, lo ha condannato in nome del popolo italiano alla pena di 10 anni con l'accusa di aver tradito la divisa favorendo i boss che avrebbe dovuto perseguire. Di quello stesso Stato che, adesso, proprio in virtù di quella condanna, gli chiede i danni, ben 150mila euro perché, in quanto colluso con i boss, lo avrebbe macchiato in maniera indelebile. Nuova tegola su Bruno Contrada, l'ex funzionario del Sisde condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa. La Procura generale della Corte dei Conti di Palermo ha chiesto all'ex 007 150mila euro di risarcimento per danni all'immagine dello Stato. Proprio in quanto alto funzionario di Polizia, vista la condanna per contatti con i boss, avrebbe infatti arrecato un danno all'amministrazione di appartenenza. Di qui la richiesta di risarcimento Quasi incredulo l'avvocato Giuseppe Lipera, che ha reso noto il provvedimento notificato due giorni fa: «Contrada –tuona – è stato il primo poliziotto di Palermo, i danni dovrebbero pagarli a lui, altro che chiederglieli. È un uomo che ha dato la sua vita allo Stato e per come è stato trattato, ribadisco, chiederemo i danni. All'udienza chiederemo di ascoltare Contrada e altri 140 testimoni a sua discolpa: funzionari dei carabinieri e della polizia come Gianni De Gennaro, politici del calibro del vicepresidente del Csm Nicola Mancino e del'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga». Insomma, si annuncia battaglia. Una battaglia che si aggiunge a quella già aperta a Caltanissetta, dove è tuttora pendente un esposto presentato dall'ex 007 nei confronti di pentiti, carabinieri e magistrati. Bruno Contrada, attualmente, è agli arresti domiciliari nella sua casa palermitana. Lo scorso 23 gennaio il tribunale di Sorveglianza di Palermo ha confermato l'incompatibilità delle condizioni di salute dell'ex 007 con la detenzione, rinviando un'ulteriore verifica al 20 ottobre 2009.