Nuova tendopoli dei rom: «Adesso sono arroganti perché si sentono protetti»

Il sole picchia sulla tendopoli rom. Ed è difficile immaginare come si possa resistere dentro una minuscola tenda tenuta in piedi da due bastoni, ai piedi del cavalcavia Bacula. Eppure è li che vivono: uomini, donne e bambini. Anche se alle 12 di un giovedì mattina non sono «in casa», ma «in giro a fare accattonaggio o rubare», come dice qualcuno. Dentro quelle tende, però, hanno lasciato i peluche, qualche povero giocattolo, dei passeggini malridotti. I nomadi sono tornati. Quello è l’insediamento prediletto del loro eterno villaggio abusivo. Gli sgomberi degli ultimi anni non si contano. Ma l’intervento decisivo c’era stato: abbattute le baracche, due anni fa stata costruita un’enorme cancellata e la gente del quartiere si era ripresa il giardino. Ora la barriera e un terrapieno ostruiscono il passaggio dalla galleria sotto il ponte. E i rom hanno semplicemente cambiato versante, spostandosi dal lato Quarto Oggiaro. Tendoni di plastica in mezzi ai rifiuti, escrementi, topi. Il paesaggio è desolante. I leghisti Matteo Salvini e Stefano Bolognini, capogruppo comunale e assessore provinciale, hanno visitato il campo abusivo ieri mattina, chiedendo un intervento del Comune. «Era una zona che avevamo ripulito con decine di sgomberi restituendo l’area al quartiere - ha spiegato Salvini - ora sono tornati». «Chiediamo al sindaco e alla polizia locale di non far vivere le persone in queste condizioni, soprattutto i minori, e di sgomberare la zona» ha detto Salvini, ricordando che quello «non è che uno delle decine di campi abusivi segnalati dai cittadini». «Qui non ci sono condizioni per vivere e integrarsi nella società - hanno commentato - chi vuole farlo può seguire i percorsi dei servizi sociali, chi vuole delinquere va invece assolutamente allontanato perché fa un danno a sé e alla società».
Il timore è che sia stato avvertito un cambiamento di clima, che corrisponde alla fine della linea dura. Salvini premette che è presto per dare un giudizio, ma «sicuramente sia come lavavetri sia come accattoni ho avvertito una presenza notevole. E parlando con vigili urbani e conduttori Atm segnalano che molti si sono fatti arroganti perché in qualche modo si sentono protetti dal vento che cambia in Comune: la politica degli sgomberi per noi pagava, adesso vediamo quale sarà la politica di Pisapia».
Anche il Pdl chiede di non abbassare la guardia. La vicecoordinatore regionale Lara Comi, vicepresidente della commissione per il Mercato interno all’Europarlamento, è chiara: «Non si tratta di discriminazione, l’Italia sa accogliere, altri Paesi europei sono stati più duri di noi». Però «non si risolve questo problema lasciando tutto com’è. Non si può continuare con i campi abusivi, bisogna smantellarli e disincentivare l’illegalità». «Ma il programma elettorale del centrosinistra che prevede le autocostruzioni - avverte - non è in linea con l’interesse dei milanesi». L’assessore alla Sicurezza Marco Granelli risponde: «Abbiamo fatto diversi sopralluoghi e insieme alla Polfer stiamo studiando un intervento che impedisca definitivamente l’accesso in spazi ferroviari pericolosi. Solo così si può risolvere il problema, non mostrando i muscoli come in passato».