«La nuova unità dei socialisti può nascere dal vecchio Psdi»

Navarra, di Rinascita socialdemocratica: Luigi Preti ha il prestigio che manca ai vari Boselli, De Michelis e Bobo Craxi

Vincenzo Pricolo

da Milano

«La riunificazione dell’area socialista non può essere gestita dai vari Boselli, De Michelis e Craxi, che hanno pensato solo alle loro ambizioni personali. Al contrario, può avere come figura di riferimento solo un politico al di sopra di ogni sospetto come Luigi Preti che, avendo 92 anni non aspira a nulla se non a difendere i propri ideali». Questa è la convinzione di Vittorino Navarra, ferrarese, 64 anni, ex dirigente dalla Uil, socialista fino al 1969 e poi socialdemocratico, a lungo consigliere comunale («sempre all’opposizione», tiene a specificare) e ora componente della segreteria nazionale di Rinascita socialdemocratica, il movimento che si è dato il difficile compito di costruire la casa comune dei socialisti italiani. E lo affronta affidandosi a Preti, classe 1914, membro socialista dell’Assemblea costituente, fautore con Giuseppe Saragat della scissione di Palazzo Barberini dalla quale prese vita il Psli poi divenuto Psdi, più volte ministro e poi presidente onorario del Psdi.
Torna all’ordine del giorno, per volontà del piccolo ma combattivo movimento che è stato fondato nel 1996 dall’anziano leader ed è legato a Forza Italia con un patto federativo, l’eterna questione socialista. Che oggi è tutta nell’assenza di un soggetto politico che dia rappresentanza all’elettorato che prima di Tangentopoli che si riconosceva nel Psi e nel Psdi e che costituiva circa il 20 per cento degli italiani che andavano alle urne.
Finora il tentativo, incoraggiato da alcuni esponenti di Forza Italia fra i quali il senatore Paolo Guzzanti, si è basato su un sito (www.rinascitasocialdemocratica.org) e tanti incontri a livello locale. Adesso, in preparazione di un’iniziativa regionale in Emilia Romagna che dovrebbe svolgersi entro la fine di novembre e di una convention nazionale prevista per i primi mesi dell’anno prossimo, il movimento di Preti rivolge un appello agli eletti dei partiti guidati da Enrico Boselli, Gianni De Michelis e Bobo Craxi: rinunciate agli incarichi istituzionali e unitevi a noi. «Si dimettano - dice Navarra - e si rimettano in gioco per un progetto ambizioso». Un modo ruvido, ma forse efficace, per «testare» la disponibilità e anche il tasso di «idealità» di un personale politico con un minimo di esperienza.
«Ripartiamo da Luigi Preti - spiega Navarra -, che può riunificare i socialisti, e dalla base. Con grande umiltà e con grande determinazione perché siamo convinti che gli elettori socialisti, giustamente schifati da molti dirigenti dei loro partiti, meritino una rappresentanza composta da persone che non hanno mai fatto delle poltrone l’unico obbiettivo del loro impegno politico. La separazione fra Craxi e De Michelis ha una sola spiegazione: il primo voleva concludere l’accordo con il centrosinistra scavalcando il secondo. Noi stiamo nella Casa delle libertà ma non abbiamo mai imposto o implorato candidature». E un cantiere politico che apre adesso, quando non sono previste scadenze elettorali ravvicinate che potrebbero suscitare aspettative, dovrebbe essere garanzia di serietà. Quanto al simbolo e al nome dell’auspicato nuovo soggetto, Navarra non si sbilancia. «Prima vediamo chi ci segue e poi ci penseremo». Però poi azzarda: «A me piacerebbe “Socialismo e libertà”».