La nuova vita di Natascha: «Voglio tornare a studiare»

L’eredità del suo carceriere potrebbe andare all’adolescente come risarcimento: 665mila euro

Manila Alfano

Ora Natascha ha un sacco di progetti che le girano per la testa.
È determinata a riprendersi una per una quelle cose che il tempo della prigionia le ha sottratto; Natascha non si piega. È come se ora tutte quelle energie risparmiate in otto lunghi anni di prigionia fossero pronte a venire finalmente usate: ammonisce i giornalisti invadenti, fa sapere che sarà lei a decidere se e quando parlare, sottolinea che i particolari sulla sua vita privata sono solo affar suo: «Non risponderò alle domande su dettagli personali e intimi». Minaccia azioni legali contro tutti quelli che non rispetteranno la sua volontà. Ora Natascha è pronta a ricominciare da dove aveva interrotto. «Voglio finire gli studi», ha fatto sapere al suo avvocato, Gunter Harrich. Prima di essere rapita aveva fatto in tempo solo a finire le elementari. Tutti sono stupiti di trovarsi di fronte a questa giovane donna tanto lucida e determinata: «È una ragazza gentile e intellettualmente molto dotata - commenta il suo legale -. Mi ha chiesto di comprarle alcune cose, tra cui dei cosmetici».
La ragazza era fuggita mercoledì scorso dalla casa dov’era rinchiusa, a Strasshof, 25 chilometri a nord-est di Vienna, sfruttando un momento di distrazione di Priklopil. Ha raccontato: «Quando ho cominciato a pulire con l’aspirapolvere l’auto lui si è allontanato per il rumore. È stata la mia occasione, ho semplicemente lasciato l’aspirapolvere acceso. E poi non è vero quello che hanno scritto alcuni giornali, la mia stanza era ben arredata, abbiamo scelto i mobili insieme e non era alta appena un metro e sessanta». Resta un solo grande dolore: la solitudine. «Spesso facevamo colazione insieme, cucinavamo insieme, svolgevamo le faccende domestiche, chiacchieravamo, guardavamo la televisione, ma la vita quotidiana era anche piena di solitudine». Natascha per il momento resta in una stanza d’albergo sotto la protezione di agenti e psicologi, dopo un primo incontro con i genitori ha rifiutato di tornare con loro, dice solo di «provare compassione» per la madre, Brigitta Sirny.
In Austria intanto si è aperto un dibattito sulla durata delle pene in un caso del genere: infatti il sequestratore, se ancora in vita, se la caverebbe con una condanna a soli 10 anni. Il ministero della Giustizia austriaco ha affermato di avere allo studio condanne più rigide, fino a 20 anni, per casi di estrema detenzione come quello di Natascha.
Nel frattempo l’avvocato della ragazza, che si sta occupando anche delle sorti finanziarie della giovane, fa sapere che potrebbe rivendicare diritti sull’eredità del suo carnefice a titolo d'indennizzo per il suo sequestro. La cifra stimata di un suo risarcimento ammonterebbe a 664.900 euro. Il valore della casa di proprietà del sequestratore suicida viene stimato dai 145.000 ai 180.000 euro e, secondo quanto riferito dalla stampa, la madre, unica erede legittima di Wolfgang Priklopil, non dovrebbe opporsi all’indennizzo della ragazza.