Nuova Yamaha, Valentino ci crede: «Mi sta tornando il gusto di correre»

A Le Mans è secondo dietro Edwards. E va in giro con l’adesivo del suo distacco in classifica

Nanni Scaglia

da Le Mans

Non è la prima volta che va forte al venerdì, nelle prove libere, quando conta poco. Gli era già successo nelle quattro precedenti gare, ma poi, Qatar a parte, il sabato Valentino Rossi ha sempre dovuto lottare con la sua Yamaha M1, con il «chattering» che trasformava la sua moto in un martello pneumatico. Per questo, Rossi non si lancia in proclami, non si esalta più di tanto per il secondo posto di giornata, peraltro alle spalle del compagno di squadra Colin Edwards. «Non mi voglio sbilanciare - spiega - è troppo presto per capire se sono a posto. Ma la prima sensazione è sicuramente positiva».
Merito del nuovo telaio che la Yamaha ha realizzato in fretta e furia dopo le difficoltà iniziali e che ha fatto arrivare appositamente in Francia solo per Valentino, lasciando un po' di amarezza in Edwards, che ha saputo comunque fare buon viso a cattivo gioco conquistando la provvisoria prima posizione. «Sia al mattino sia al pomeriggio sono partito con la vecchia moto - racconta le sue prove -, per poi salire immediatamente su quella nuova. L'impressione è che abbiamo migliorato il problema della vibrazione dell'anteriore e siamo più efficaci in ingresso curva. Adesso mi dà gusto guidare, come conferma il primo tempo della mattina e il secondo del pomeriggio. Edwards è andato forte con la M1 vecchia, ma la ciclistica nuova si adatta meglio al mio stile. Abbiamo lavorato molto per raccogliere più dati possibili, anche a discapito del tempo sul giro e i risultati sono confortanti».
La tensione del dopo gara in Cina sembra ormai lontana e Rossi trova il modo di ironizzare sulla sua classifica, vestendo da montanaro l'adesivo del cane Guido, da sempre posto sul posteriore della sua Yamaha, accompagnato dalla scritta «-32», tanto per ricordarsi il distacco che lo separa da Hayden. Anche la polemica con Melandri, accusato a Shanghai da Rossi di una «condotta di gara poco intelligente», è ormai archiviata. «Ho solo detto quello che pensavo - è la sua tesi -, credo che un pilota che vuole vincere dovrebbe fare una tattica differente dalla sua. Ma ognuno fa la sua corsa. Non sono stato duro, il mio giudizio è stato esasperato».
Episodio chiuso anche per Melandri. «Non ho questioni con nessuno, sono stato accusato di cose inutili. In questo momento ho altri problemi», dice dopo aver chiuso al decimo posto, ma moderatamente ottimista di poter trovare la soluzione ai suoi assilli. Più preoccupato Loris Capirossi, ottavo e poco soddisfatto del comportamento delle sue Bridgestone.