La Nuova Zelanda vuole il «suo» mondiale Gli All Blacks favoriti contro la Francia. E un intero Paese è pronto alla grande festa

Auckland L'aspettano da 24 anni. Eppure ne temono il verdetto. I neozelandesi sanno della loro superiorità, sanno che sulla carta non c'è partita. Ma di quella Francia non si fidano. L'hanno già battuta nella prima fase in 80 minuti a senso unico. Ma questo bis all'Eden Park vale un sogno troppe volte interrotto da brusche sveglie. E' stato un mondiale difficile per la squadra di Graham Henry: il forfait in corso d'opera di Carter e un McCaw a mezzo servizio hanno rallentato una corsa ripresa grazie all'ispirazione del maori Piri Weepu e all'innesto di Cruden proprio al posto di Carter. L'Argentina li ha fatti stare con i piedi per terra, la semifinale contro l'Australia (terza dopo aver battuto il Galles 21 a 18 nella finalina di consolazione) ha scoperto invece le loro qualità. La festa insomma ad Auckland è pronta. Tutta la Nuova Zelanda è pronta a tirar tardi in questa notte che non è come tutte le altre notti. Tra gli All Blacks la consegna è quella di allentare la tensione: «Non ti meriti la coppa del mondo finchè non l'hai vinta. - spiega il coach degli All Blacks Graham Henry - Credo che per i ragazzi sarebbe un traguardo fantastico. Hanno le potenzialità per vincerla, sono un grande gruppo che ora deve fare l'ultimo passo». Henry dice anche di aver preparato questa partita con l'idea di dover affrontare la migliore squadra del mondo. Ma aggiunge che in una finale mondiale la differenza, oltre al fisico e ai placcaggi, la fa la testa.
Come dire che gli All Blacks sono gli unici davvero ad avere qualcosa da perdere. Non certo la Francia che in questo mondiale, a parte un tempo di gran livello giocato nei quarti contro l'Inghilterra, non ha brillato. Arriva in finale con due sconfitte nella prima fase, quella con gli All Blacks e quella a sorpresa contro Tonga. Lo "stellone" di Lievremont ha brillato alto nel cielo degli antipodi. La vittoria contro il Galles ha messo in mostra un gioco sparagnino ma una solida difesa. «E' una partita secca - dicono i galletti -. Tutto può succedere, anche l'imprevedibile».
Auckland si prepara per la grande notte. Non si trova una maglietta nera neanche a pagarla il triplo. Solida anche la presenza dei tifosi francesi, al seguito dei "bleus" con tanto di orchestrina. La festa è pronta, perfetto epilogo per un mondiale tra i più belli di sempre.
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