Le nuove 7 meraviglie spaccano il mondo. Polemica sul Colosseo

L'Anfiteatro Flavio nella lista dell'Unesco. Il sindaco di Roma esulta, ma l'Italia lo accusa: "Delirio di onnipotenza". Nel resto del pianeta sentimenti contrastanti: c’è chi festeggia e chi se la prende per l’esclusione

Sette meraviglie per mille lamentele. Chissà se il precedente organizzatore, qualche migliaio di anni fa, ha ricevuto tutte le critiche che sono toccate al cineasta svizzero-canadese Bernard Weber. Certo, allora non c’erano nè Internet, nè l’Unesco, né Veltroni, ma qualche problema il malcapitato deve averlo avuto lo stesso. Nel terzo millennio, stilare una lista delle sette meraviglie del mondo diventa un caso politico e diplomatico.

Il Colosseo, ambasciatore dell’Italia nel mondo, è l’unico monumento europeo inserito nella lista. E così l’Anfiteatro Flavio diventa la quinta per l’ennesimo show del sindaco Veltroni, che cerca di convertire un successo nazionale in una vittoria personale e molto politica. Quasi che l’anfiteatro fosse suo. Magari comprato da Totò.

«La scelta del Colosseo come una delle nuove meraviglie del mondo - ha detto il sindaco di Roma, Walter Veltroni - è una grande soddisfazione. Questo meritato riconoscimento deve suonare da ulteriore stimolo a far sì che Roma sia sempre più viva e attraente. In questi anni il lavoro dell’amministrazione è andato esattamente in questa direzione e gli incredibili dati di crescita del turismo lo dimostrano». Non è sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Vittorio Sgarbi. «Che fra le nuove meraviglie ci sia il Colosseo - dice Sgarbi - appare più una beffa che una scelta».

«Manca in questa classifica - aggiunge l’assessore - qualunque componente cristiana che no sia il Cristo Redentore. Non c’è San Francesco d’Assisi, non c’è San Pietro. C’è il Colosseo che non è, come pensa Veltroni, Roma ma l’Italia intera».

Se la prende con Veltroni anche Dino Gasperini, capogruppo dell’Udc in Campidoglio. «Il sindaco sembra in preda a delirio di onnipotenza - dice Gasperini - a corrente alternata e a secondo delle convenienze, estende a se i meriti per il fatto che il Colosseo rientra tra le sette meraviglie del mondo. Sveglia Veltroni - continua il capogruppo dell’Udc - di suo a Roma ci sono solo i cantieri in prossimità del Colosseo per quelle metropolitane che dovevano già essere realizzate. Tra qualche giorno si attribuirà anche il merito di aver fondato Roma».

In India la notizia dell’ingresso del Taj Mahal nella lista delle sette meraviglie del mondo è stata accolta con entusiasmo e diverse celebrazioni, con danze e fuochi d’artificio, si sono tenute nel nord del Paese. Sulla scia dell’inaspettato successo, gli albergatori locali avrebbero anche offerto uno sconto del 20% per i turisti che arriveranno in India l’anno prossimo. In Brasile, Messico e Perù, i tre paesi vincitori in America Latina la gente è scesa nelle strade per danzare e festeggiare. A Rio de Janeiro è stata allestita una cerimonia, a metà fra il politico e il religioso, ai piedi della statua del Cristo Redentore, e sulla spiaggia di Copacabana si è fatta mattina con musica e balli. Ma nel resto del mondo e nella comunità scientifica l’accoglienza è stata molto diversa.

E il tanto sbandierato risvolto benefico di questa operazione? Che ne sarà della proposta di Weber di utilzzare i fondi ricavati per la ricostruzione delle statue di Bamyan? Bocciata anche questa. «L’Unesco non è favorevole alla ricostruzione del Buddha - ha dichiarato Christian Manhart, capo della sezione comunicazione dell’ente - nelle nicchie restano una parte delle statue, se si costruiscono altre opere si distruggono questi resti». Per la prossima classifica, se ne riparla fra duemila anni.