Nuove accuse: «Due caccia Usa hanno violato lo spazio aereo»

L’Iran denuncia le forze americane dopo che Bush è entrato nella vicenda ostaggi inglesi condannando Teheran

New York - Non hanno relazioni ormai da trent’anni. La questione nucleare e le indebite influenze sul teatro iracheno da parte di Teheran hanno reso sempre più tesi i rapporti tra Iran e Stati Uniti. La crisi degli ostaggi britannici ha fatto salire il livello dello scontro e ormai per la Repubblica islamica ogni pretesto è buono per lanciare accuse, minacce e insulti.
Ieri, dopo le dichiarazioni incendiarie del presidente Mahmoud Ahmadinejad, a infiammare la situazione ha contribuito la Tv iraniana che ha denunciato la violazione dello spazio aereo da parte di due velivoli americani. Il colonnello Aqili, comandante dei Guardiani della rivoluzione di Abadan, nel sud-ovest del Paese, ha affermato che i due aerei hanno sorvolato il cielo della regione attirando l’attenzione della popolazione. La Tv di Teheran ha ricordato che non è la prima volta che accade. Solo propaganda a scopi interni? Verificarlo non è possibile. In ogni caso, vero o falso che sia, la tensione nel Golfo è ormai alle stelle. E la nuova crisi tra Londra e Teheran non contribuisce alla distensione.
Il presidente americano George W. Bush ha condannato infatti la cattura dei 15 militari britannici, definendola un comportamento inaccettabile. «L’Iran deve restituire gli ostaggi. Sono innocenti, non hanno fatto niente di male e sono stati prelevati in mare senza nessun avvertimento», ha detto il presidente Usa. «È un comportamento inaccettabile e io appoggio appieno il governo Blair nei suoi sforzi per risolvere la situazione in maniera pacifica», ha aggiunto. Bush ha sottolineato inoltre che si tratta di un «problema grave», dato che i britannici sono stati catturati in acque territoriali irachene (come sostiene Londra, mentre secondo Teheran l’arresto è avvenuto in acque iraniane).
Il presidente statunitense ha respinto l’ipotesi di uno scambio tra i 15 militari britannici e i cinque iraniani - diplomatici secondo Teheran, Guardiani della rivoluzione per Washington - detenuti dal gennaio scorso dalle forze della coalizione in Irak, e di cui l’Iran chiede la liberazione. «Appoggio il primo ministro britannico (Blair) nel suo chiaro rifiuto di prendere in considerazione uno scambio (di prigionieri)», ha proseguito Bush.
La possibilità di uno scambio tra di prigionieri era già stata esclusa venerdì scorso dal Dipartimento di Stato. Gli Stati Uniti hanno finora mantenuto un profilo basso nella vicenda, evidentemente preoccupati di non far aumentare la tensione. Hanno tuttavia voluto dare una dimostrazione di potenza militare, procedendo, in questi giorni, a importanti manovre aeronavali nel Golfo, con la partecipazione di due portaerei.