Nuove Chinatown: invasi Affori e Villapizzone

Non solo Sarpi: i cinesi avanzano nel nord della città e a Quarto
Oggiaro. Gli egiziani battono tutti in zona Selinunte e Giambellino Gli
immigrati superano ormai gli italiani a Triulzo Superiore e intorno al
parco «Bosco in città»: qui sono già due residenti su tre

Contrordine, la Chinatown milanese non è più in via Sarpi. Cambiano i tempi e anche la mappa degli immigrati in città: i cinesi (e i grossisti, nonostante il pressing del Comune) non fanno le valige e rimangono la nazionalità straniera più presente tra via Bramante e Canonica. Ma oggi si vedono più occhi a mandorla a Villapizzone, il quartiere a nord-ovest dove si registra il record di residenti orientali. Sono 1.926 contro i 1.578 di zona Sarpi. E gli ideogrammi su citofoni e insegne dei negozi spopolano ormai a Quarto Oggiaro (che conta 1.270 residenti cinesi) e Affori (1.186). Gli egiziani sono invece la nazionalità più numerosa a Selinunte (2.179 residenti), al Giambellino (1.372), zona Dergano (1.262) e a Lodi-Corvetto (1.153), dove il sindaco ha fatto scattare le ordinanze del coprifuoco perchè nel quartiere c’è anche un record di phone center e negozi di kebab, che creano problemi di ordine pubblico. I filippini dominano invece in zona Loreto (2.266 residenti), in via Padova (2.057), in viale Monza (1.113) e a Bande Nere (1.058). Il «quartier generale» dei peruviani è invece a Mecenate, dove i 308 residenti li rendono la nazionalità straniera più numerosa, pochi di meno al Gallaratese (242) a Rogoredo (156) e Bovisasca (101 residenti). Sono alcune delle curiosità che emergono dallo studio dell’Ufficio statistica del Comune.
Risulta ad esempio che il Gallaratese è il quartiere con la più bassa incidenza della popolazione straniera, il 6,6 per cento contro una media cittadina del 16,1. Nel 2010 la quota di immigrati ha raggiunto quota 212mila residenti, mentre gli italiani sono un milione 104mila. In cima alla classifica si confermano i 32mila filippini, che domianano quindi nella zona di Loreto-Monza e Bande Nere, ma anche nella centralissima Brera (424) e Duomo (469), sul podio per numero di residenti gli egiziani (27.821) e i cinesi (18.550). Solo al nono posto gli ucraini, che registrano però la crescita più alta nel corso di un anno (+14,79%).
Negli ultimi dieci anni, come sottolinea il vicesindaco Riccardo De Corato, i residenti stranieri in città «sono aumentati dell’80 per cento a fronte del calo di circa il 7 per cento degli italiani. I romeni in particolare sono saliti da 1.752 a 11.971, il 583 per cento in più». Dal 2000 ad oggi alcuni quartieri hanno cambiato radicalmente volto, basta pensare a Triulzo Superiore dove ormai la popolazione straniera supera quella italiana (791 residenti su 1.212, il 63,5%), l’aumento è stato del 110,4 per cento, poco diversa la situazione al parco Bosco in città dove due residenti su tre sono immigrati. Poco sotto la metà (45,4%) al parco delle Abbazie, uno su tre a Ponte Lambro (sono 1.519 sul totale dei 4.653 residenti). In dieci anni l’aumento maggiore degli stranieri è quello registrato alla Comasina, il 445,6 per cento, anche se i «milanesi doc» riescono a mantenere la maggioranza nel quartiere, visto che sui 9.098 residenti gli immigrati sono ancora 2.384, in pratica uno su quattro. La proporzione stranieri-italiani è intorno a uno su cinque invece in zona Centrale, Stephenson, Greco, Maggiore-Musocco, Giambellino, Lodi-Corvetto e Sacco.