Nuove Espressioni dal teatro italiano

Sarà in scena fino al 30 giugno al Teatro Olmetto la terza edizione del Festival Nuove Espressioni, con la selezione dei lavori di quattro giovani compagnie: «Non si tratta solo di una gara - chiarisce subito Eugenio dè Giorgi, ideatore della manifestazione ;- il senso è piuttosto quello di fare il proprio lavoro al meglio per farsi conoscere». Ha selezionato gli spettacoli tra una cinquantina pervenuti, «preferendo produzioni in cui trasparisse anzitutto il valore propriamente spettacolare del teatro».
La giuria, formata da quattro persone, ognuna attiva in un campo specifico (Simona Spaventa è critica, Anning Raimondi e Fabio Banfo registi, Massimiliano Di Miceli drammaturgo), valuterà i lavori, che toccheranno tutte le parti che costituiscono uno spettacolo. A partire dalla drammaturgia, per cui è interessante «L'età che non passa» dei Radice Timbrica Teatro di Varese, che hanno aperto ieri il Festival e sono di scena anche oggi. Si ispira all'omonimo libro di Aldo Nove sul tema dell'infanzia: « È un testo sgrammaticato e difficile, ma bellissimo - dice la regista Chiara H. Savoia -. Vogliamo evocare senza dire tutto: la scena sarà un gran cubo bianco, in cui ognuno potrà mettere la propria immaginazione».
Ciò che accomuna gli altri tre lavori: «Anch'io come te» della compagnia Spazi Vuoti di Monza, il 25 e 26 giugno; «Sette giorni al giudizio» dei bolognesi Giulia D'Amico e Lorenzo Ansaloni, il 27 e 28; «Cereka na abeba (La luna e il fiore)» delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, di Como, il 29 e 30; è che tutti sono ispirati da fatti di attualità. «Sette giorni al giudizio» è l'elaborazione della strage di Marzabotto: «Abbiamo raccolto materiale che potesse far chiarezza sul fatto - dice la D'Amico - anche andando sul luogo per parlare con i superstiti». «Anch'io come te» parla invece delle difficoltà del sesso (protagonisti sono un transessuale e una lesbica) «per approfondire i problemi che s'incontrano nel fare le scelte nella vita», dice la regista Marta Arosio. Infine «La luna e il fiore», delle compagnie Anello di Moebius e Attivamente, che collaborano nella produzione di spettacoli a tematiche sociali, esplora il disagio dei bambini in Etiopia.
Festival Nuove Espressioni
Teatro Olmetto, fino al 30 giugno