Le nuove griffe: «Non c’è spazio per i giovani»

Chi incontra un ostacolo incontra un maestro, dice il filosofo zen. Sarà così anche per la moda italiana ai tempi della crisi? Il calendario della fashion week milanese, da oggi fino al 3 marzo, prevede 231 collezioni dedicate al prossimo inverno con 92 sfilate e 172 presentazioni. Ma ieri c'è stato un fermento di conferenze e di annunci di eventi paralleli.
E c'è chi ha accusato Milano di proteggere il vecchio, di non darsi da fare per i giovani - che comunque non producono ancora reddito - e di non impegnarsi abbastanza per le piccole e medie realtà. Lorella Signorino, titolare del marchio Love Sex Money ha spiegato così l'uscita dal calendario ufficiale. «Mi hanno proposto due date che non garantivano alla mia impresa la resa dell'investimento che una sfilata comporta. Leggendo la risposta di Camera della Moda concordo sul fatto che sia giusto rispettare le regole. Purché valgano per tutti». La signora non nasconde di essersi sentita umiliata dopo aver fatto anticamera per alcune stagioni prima di essere ammessa nel programma ufficiale, ma solo a condizione di andare in scena l'ultimo giorno. E di non essere stata premiata questa volta con una data migliore nonostante la sua crescita abbia portato il fatturato, in quattro anni, da zero a 18 milioni di euro. Il défilé dell'azienda di Carpi che esporta il 60 per cento ed è presente nei migliori negozi si svolgerà il primo marzo in Galleria Meravigli e metterà in luce, fra gli altri, abiti ricercati come il tubino blu notte in angora e panno, il cappotto di piume di gallo stinti e ritinte, i gioielli montati manualmente su panno. Gli eventi off prevedono anche i fashion show di Jean Pierre Braganza - pupillo di Karl Lagerfeld che voci danno in arrivo da Cavalli - e di Matthew Cunnington che lavora con Riccardo Tisci da Givenchy. Sono due degli 11 nomi che illumineranno le passerelle di The White Club, manifestazione di sostegno e promozione dei giovani talenti internazionali. «Sette sfilate, tre presentazioni e una performance: non potevamo accettare di organizzarli nell'ultimo giorno della settimana» sottolinea Andreina Longhi, presidente della medesima associazione no profit che ha nei grandi magazzini Coin lo sponsor più importante. Spalmate fra il primo e il due marzo, queste passerelle contano di catturare l'interesse di compratori che come negli anni Novanta tornano a fare ricerca. «Ci crediamo talmente tanto da aver dedicato a questi ragazzi la nostra vetrina più importante» ha dichiarato Francesco Sama, direttore generale di Coin spiegando come di questi tempi sia fondamentale offrire alla clientela una creatività non omologata. Ben detto anche perché il made in Italy deve fare i conti con le prime defezioni: ieri la sfilata di Just Cavalli, linea prodotta da Ittierre, l'azienda di Tonino Perna in amministrazione straordinaria, è stata annullata dallo stesso Roberto Cavalli.