Nuove minacce ai magistrati Interviene l’associazione

Piero Pizzillo

Ci sono cinquanta pagine, delle quattrocento consegnate al tribunale del Riesame, che riguardano i conti bancari del Genoa. Le indagini dell’inchiesta aperta dal pm Alberto Lari e Giovanni Arena hanno interessato anche i movimenti bancari effettuati dalla società rossoblù negli ultimi mesi. Ma negli stralci di intercettazionic’è anche una telefonata di Preziosi alla moglie, effettuata un’ora prima dell’inizio della partita: «Sono molto preoccupato per la gara. È difficile, sono in ansia». Ma la moglie lo tranquillizza: «Non ti preoccupare». Lo ha comunicato ieri l’avvocato difensore di Pagliara Mirko Mazzali. Un colloquio tra marito e moglie che alleggerisce la posizione del club rossoblù, dimostrando, secondo il legale, che in qualche modo la sfida contro i lagunari all’ultima di campionato non era già combinata prima dell’inizio del match.
Sempre dalle intercettazioni emergono anche altre telefonate sospette compiute da dirigenti di molte altre società di serie B che avrebbero tra l’altro «parlato con una certa attenzione» della gara contro la squadra di Gallo. Le partite «incriminate» del Genoa sarebbero sei. Mazzali ammette anche l’esistenza delle telefonate intercorse tra Pagliara e Preziosi in cui il primo dice: «Mi hanno fermato con i soldi e gli ho detto che sono per Maldonado». E il secondo lo richiama: «Ti hanno preso qui sotto?». «No ero lontano», risponde il diesse. Ma c’era combine? L’avvocato ha glissato. Pagliara, da parte sua, ha aggiunto: «Sono carte pesanti quelle consegnate dai pm al tribunale del riesame».
Dalle carte emerge che durante gli interrogatori a Forte San Giuliano Cosmi ha detto: «La partita era regolare. Eravamo solo cotti». Ieri è stata presentata dai pm una nuova richiesta di sequestro per i 250 milioni di euro trovati nell'auto del dirigente del Venezia fermato dai carabinieri vicino all'azienda di Preziosi, perchè «i soldi rappresentano il corpo del reato».
Intanto l'associazione nazionale magistrati è intervenuta in difesa dei pubblici ministeri impegnati nell'inchiesta, dopo le minacce ricevute nei giorni scorsi dai pm che hanno avviato le verifiche sulle ultime gare di campionato dei rossoblù.
«La giunta distrettuale della Associazione Nazionale Magistrati della Liguria - spiega un comuinicato - registra con viva preoccupazione, l'ennesimo episodio che vede esponenti della magistratura additati al pubblico disprezzo, e fatti segno perfino di ripetute minacce, per la sola colpa di avere avviato e di condurre indagini su una grave ipotesi di frode sportiva. È inaccettabile - dice ancora la nota - l'imbarbarimento del costume cui ha condotto la lenta, ma costante, campagna di pesante riprovazione dell' operato della magistratura in atto da anni nel nostro Paese».