Nuove minacce dell’Iran. Gli Usa: «Ridicoli»

da Teheran

Il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, ha avvertito il Consiglio di sicurezza dell’Onu di «non giocare con la coda del leone» imponendo nuove sanzioni a Teheran per il suo programma nucleare. Sanzioni che comunque, ha aggiunto, «non possono più fermare» i piani atomici della Repubblica islamica.
Il monito è coinciso con una improvvisa missione a Berlino del capo negoziatore per il nucleare, Ali Larijani, che ha incontrato il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier, alla vigilia dell’apertura del vertice del G8 a Rostock, in Germania, dove i piani atomici iraniani saranno tra i temi all’ordine del giorno.
Non si conoscono i contenuti del colloquio, svoltosi cinque giorni dopo un incontro a Madrid tra lo stesso Larijani e il responsabile della politica estera comune della Ue, Javier Solana, che non ha portato a significativi progressi nella ricerca di una soluzione diplomatica della crisi.
Teheran ha già ignorato tre risoluzioni consecutive del Consiglio di sicurezza dell’Onu che le chiedevano di sospendere l’arricchimento dell’uranio. Attualmente, dunque, il gruppo dei cosiddetti «5+1», cioè i cinque membri permanenti del Consiglio (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania, sta discutendo dei prossimi passi da intraprendere, che potrebbero includere l’adozione di una nuova risoluzione che rinforzi le prime, blande sanzioni, introdotte dalle ultime due.
La Guida suprema iraniana ayatollah Ali Khamenei, parlando a una folla di migliaia di persone per il 18° anniversario della morte dell’ayatollah Khomeini, aveva detto alle grandi potenze che Teheran non le avrebbe «implorate» per continuare a sviluppare il suo programma nucleare, e che l’unica via era quella della «resistenza». E ieri Ahmadinejad ha affermato che le grandi potenze «devono essere consapevoli che l’Iran è un grande Paese. Alcuni dicono che è come un leone che siede tranquillo in un angolo. Consigliamo loro di non giocare con la coda del leone». «Hanno visto - ha aggiunto il presidente iraniano - che le precedenti sanzioni non hanno avuto alcun impatto sulle attività nucleari della Repubblica islamica e abbiamo detto loro di non avviarsi su questo cammino. Non possono arrecare alcun danno alla nostra nazione». Comunque sia, ha detto ancora Ahmadinejad, «troppo tardi per fermare i progressi dell’Iran» in campo nucleare.
Gli Stati Uniti hanno giudicato «ridicole» le parole di Ahmadinejad. Il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack ha spiegato che «Ahmadinejad potrebbe decidere oggi stesso di accettare l’offerta ragionevole» della comunità internazionale di incentivi proposti a Teheran per rinunciare alle attività di arricchimento dell’uranio. Non è mai troppo tardi».