Nuove misure per espellere gli integralisti

da Londra

Il ministro degli Interni britannico Charles Clarke ha annunciato ieri una speciale lista di «comportamenti inaccettabili» che dovranno essere evitati dagli stranieri in Inghilterra e da coloro che vorrebbero entrarvi, pena l’espulsione o il divieto d’ingresso nel Paese.
La minaccia jihadista sul Regno Unito, culminata con gli attentati del 7 luglio, è sempre incombente, e si temono nuovi attacchi. «Il governo sta tentando di contrastare coloro che incoraggiano l’odio e promuovono il terrorismo, inviando loro un forte messaggio: che non sono i benvenuti», ha spiegato Clarke. La lista include qualsiasi atteggiamento che fomenti, giustifichi o esalti la violenza interreligiosa, a partire dal materiale scritto e distribuito, fino ad arrivare ai discorsi pubblici e ai siti web.
Nonostante l’entusiasmo del governo per le nuove norme, arrivano già le prime critiche da parte di gruppi di tutela delle libertà civili, da esponenti di comunità religiose e addirittura da Manfred Nowak, esperto Onu sulla tortura. Secondo quest’ultimo, la nuova misura antiterrorismo non sarebbe uno strumento efficace per eliminare il rischio.
Intanto il Guardian ha pubblicato ieri un articolo in cui si afferma che i quattro kamikaze di Londra avrebbero azionato l’esplosivo con dispositivi «a bottone» e non con cellulari, com’era accaduto a Madrid e come si era ipotizzato fin dall’inizio. La polizia non ha commentato.