Nuove proteste in vista Gli antagonisti nel mirino della Digos

I FERITI Migliorano le condizioni di Simone, giovane anarchico. Naso fratturato per una donna di 40 anni

Il popolo dei No-Tav è pronto a tornare in strada e a tenere viva la protesta. Mentre arrivano le prime notizie più rassicuranti su Simone P., il giovane anarchico rimasto ferito ieri sera in Val Susa e che sta meglio, nonostante i venti giorni di prognosi, non si placano le polemiche per gli scontri di mercoledì sera tra «no Tav» e forze dell’ordine, nei quali sono rimasti feriti anche una manifestante e 20 poliziotti, tra cui due funzionari.
«Non abbiamo aggredito le forze dell’ordine» è la versione del movimento che si oppone alla realizzazione della Torino-Lione, che ha annunciato una fiaccolata di protesta per stasera. Diversa, invece, la versione della questura di Torino, che parla di una «fitta sassaiola» contro i contingenti di polizia posti a protezione dell’area di Coldimosso, in cui era in corso uno dei sondaggi per la realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità. Le immagini riprese con una telecamera amatoriale dai manifestanti, e trasmesse su Youtube, sono confuse. Si sentono gli insulti nei confronti degli agenti, lo scoppio dei lacrimogeni a mano usati da questi ultimi per allontanare i No Tav, il rumore assordante di oggetti pesanti - palle di neve per i manifestanti, pietre e bastoni per la polizia - contro gli scudi di poliziotti e carabinieri. I due manifestanti feriti, nelle fasi concitate successive ai tafferugli, sembrano gravi. Simone P., 25 anni, viene ricoverato alle Molinette con un ematoma cerebrale. Ieri mattina la tac ha escluso però complicazioni e i sanitari hanno sciolto la prognosi: 20 giorni. Non è grave, nonostante le voci circolate in giornata, neppure Marinella A., 40 anni, che stamattina sarà sottoposta a un intervento chirurgico per la riduzione di una frattura nasale.
La Digos di Torino sta esaminando le immagini degli scontri per valutare la posizione di alcuni giovani antagonisti che hanno preso parte ai tafferugli. La «risposta migliore» agli scontri di ieri sera - secondo il presidente dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, Mario Virano, e il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta - è arrivata però da Modane. Qui i sindaci della Val Susa hanno incontrato i colleghi francesi e deciso di adottare la «demarche Grand Chantier», la procedura speciale con cui Oltralpe stanno programmando le ricadute economiche ed occupazionali dei cantieri dell’Alta Velocità. Per l’attuazione di questo metodo di lavoro bi-nazionale la Provincia chiederà al governo l’anticipazione di una parte - 32 milioni di euro - delle risorse a disposizione per il piano di sviluppo della Provincia di Torino. E potrebbero essere chiesti anche dei fondi all’Unione Europea. «È il segnale che si va avanti - sottolinea il presidente Saitta - e che una minoranza non può fermare un’opera condivisa».