«Nuove prove? Si perde tempo»

«L’incidente probatorio sul lamierino mi lascia una profonda tristezza. Questa storia sembra non finire mai: ogni passo è una mortificazione. L’unica vera notizia è che domani ho il mio primo colloquio di lavoro dopo tanti anni. Chissà, vuoi vedere che stavolta mi assumono?».
Ingegner Zornitta è da tre anni sotto inchiesta. Davvero pensa che la magistratura possa archiviare in 48 ore?
«Ogni approfondimento sia il benvenuto solo che adesso tornano a circolare voci su “nuove prove”, qualche asso nella manica dell’accusa...».
Se ne parla ma rimangono un mistero.
«Non vorrei che la Procura insistesse con la storia degli ovetti Kinder e delle fialette del Pane degli Angeli per fare dolci. Se sono queste le “nuove” prove si perderà altro tempo».
Allude agli oggetti ritrovati a casa sua uguali a quelli usati da Unabomber per confezionare ordigni.
«Sì, in casa mia come nelle dispense di milioni di italiani».
Il fatto che l’incidente probatorio non sia definitivo non è mortificante se il lamierino è stato manomesso.
«Le rispondo da ingegnere: nel settore tecnico ne ho viste di tutti i colori quindi non mi sorprende che un professore non riesca ad apprezzare differenze minimali. Cosa vuole che le dica? Aspetto. Manderò una cartolina da Volterra agli amici. Sono in vacanza con la mia famiglia. Erano anni che non andavo in vacanza».
Quanto tempo ci vorrà ancora per chiudere il fascicolo?
«I miei avvocati mi ricordano sempre che “bisogna armarsi di pazienza”. Queste inchieste vanno prese con i loro tempi, che sono lenti e dilatati. Da parte nostra abbiamo fatto di tutto per dimostrare che “oltre ogni ragionevole dubbio” il lamierino sequestrato a Portogruaro non è lo stesso analizzato. Qualcuno l’ha alterato».
La sua pazienza è stupefacente.
«Non l’avessi sarei finito».