«Nuove regole per Forza Italia»

Podestà, Colli e Pisani scrivono al premier: «Certe componenti che non rappresentano il voto degli elettori hanno uno spazio eccessivo»

«Forza Italia va rifondata su basi più democratiche: c’è bisogno di regole chiare, rispettate da tutti». Questa la sostanza di una lettera aperta inviata ieri a Silvio Berlusconi dall'europarlamentare Guido Podestà (commissario provinciale azzurro di Milano), dall'ex presidente provinciale Ombretta Colli e dal consigliere regionale (ed ex assessore lombardo) Domenico Pisani.
La richiesta, che sarà anche inserita in un sito internet per raccogliere adesioni, è di potenziare la struttura di Fi anche in vista della creazione del partito unico. Secondo i firmatari del testo sarebbe «sempre più evidente che in Forza Italia si lasci uno spazio eccessivo ad alcune componenti organizzate che, ben al di là della loro reale rappresentanza elettorale, hanno creato disequilibri impropri all'interno del partito». Il riferimento al governatore della Lombardia Roberto Formigoni è esplicito. «In Lombardia - si legge - il ruolo e il potere che ha assunto Formigoni e il sistema connesso di Cl e della Compagnia delle Opere determinano la quasi totalità delle scelte di tipo politico e amministrativo, a fronte di un peso elettorale che non raggiunge un decimo dei voti di Forza Italia». Una situazione che «penalizza fortemente l'area laica». Podestà ha portato ad esempio la composizione del listino del presidente alle ultime regionali, che «non è veritiero rispetto agli equilibri delle rappresentanze. Ci deve essere pari dignità tra le varie componenti per fare sì che il governo della Regione sia migliore».
A lamentare lo squilibrio in Lombardia è pure Pisani, il quale sostiene di avere pagato sulla propria pelle le conseguenze «dello strapotere di certe componenti». «Quando fu sostituito l'assessore Carlo Lio con Gianpiero Borghini - aggiunge Pisani - io presi una posizione ben precisa e ho pagato di persona. Questo ci rende ancora più consapevoli dello squilibrio nelle istituzioni».