«Nuove regole per i manager»

«Per dare ossigeno a una concreta riforma della politica gestionale del comparto assistenziale occorre revisionare le procedure di nomina dei manager e dei primari delle aziende sanitarie». Lo sostiene il capogruppo di Forza Italia alla Pisana Alfredo Pallone, che ha presentato una proposta di legge in materia di affidamento degli incarichi dei direttori generali e dei dirigenti di struttura complessa nelle Asl e negli ospedali «per ribadire e rafforzare il bisogno di selezione delle professionalità ma con dei profondi distinguo per le due diverse categorie».
Presidente Pallone come si colloca, alla luce dei recenti avvenimenti di cronaca politica, la revisione della vigente normativa nella sua proposta di legge?
«Il dibattito recente confonde due problematiche che in realtà andrebbero affrontate in maniera distinta. Da un lato vi è il problema della selezione dei direttori generali, che comunque rappresentano la “longa manus” della Regione nel governo delle aziende sanitarie e che, in quanto tali, mantengono un legame particolare con la politica. Dall’altro lato, viceversa, si confermano i noti problemi circa la nomina dei primari, che viceversa non dovrebbero vantare alcun legame con la politica, essendo all’inverso chiamati a ricoprire un incarico a carattere tecnico-manageriale. Piuttosto, si dovrebbe incentrare l’attenzione sulle procedure di verifica e controllo dell’operato dei manager, al fine di garantire la tempestiva e tassativa rimozione dei direttori incapaci di realizzare gli obiettivi gestionali prefissati dalla Regione. In sostanza, si ritiene opportuno mantenere e anzi valorizzare il legame politico-fiduciario tra la Regione ed i direttori generali, recuperando ex post (ovvero nelle verifiche sulla gestione) il controllo sulle rispettive esperienze e capacità manageriali».
Nella nella legge in vigore ci sarebbero già le condizioni per sottoporre a verifica i manager?
«Sì, ma a oggi Marrazzo non l’ha avviata ancora anche se per legge è fissata ogni 18 mesi e malgrado la gestione delle Asl ci porti a propendere per un accertamento approfondito dei bilanci e dei loro relatori. Con questa mia proposta di legge invece si andrà a promuovere un irrigidimento dei requisiti e delle procedure di selezione dei candidati, al fine di valorizzarne la natura tecnico-manageriale».
E per i primari?
«Si deve giungere a opposte considerazioni. In questo caso è invece più che mai opportuno introdurre procedure rigorose di selezione che escludano qualsiasi margine di intervento per i partiti politici e che garantiscano che la selezione avvenga sulla base di criteri tecnico-meritocratici. In particolare, nell’ambito della selezione per pubblico avviso prevista dalla normativa vigente, si ritiene che l’affidamento dell’incarico di primariato debba avvenire sulla base di una valutazione sia dei titoli professionali, scientifici e di carriera posseduti dai candidati che delle prove d’esame dai medesimi sostenute. A tal fine, si potrebbe stabilire con un intervento legislativo regionale i criteri per la valutazione dei titoli e delle prove concorsuali, prevedendo, in particolare, che la graduatoria finale sia formata sulla base dei punteggi attribuiti ai candidati per i titoli presentati e gli esami sostenuti».