Nuove regole Pochi sacerdoti Martini apre ai preti sposati

Da quando si è ritirato, il cardinale Carlo Maria Martini non ha mancato di far sentire in più occasioni la sua voce. Ieri, nella rubrica delle lettere che tiene sul «Corriere della Sera», Martini ha detto che per fronteggiare l’emorragia di sacerdoti di cui soffre l’Occidente andrebbero riviste le «norme di accesso al ministero». Il cardinale non ha precisato di più, ma appare piuttosto evidente che con le sue parole intendesse riferirsi alla possibilità di ordinare preti uomini sposati. Una possibilità non ammessa nella Chiesa latina, ma che è stata per la prima volta istituzionalizzata – seppure come eccezione e previo consenso della Santa Sede – nel caso delle comunità anglicane divenute cattoliche. Martini ha parlato anche di immigrazione e della nostra democrazia «degradata», affermando l’impossibilità di «esigere che gli immigrati, soprattutto se di altra cultura, osservino i loro doveri» in una situazione del genere.