«Nuove regole sui contratti»

da Roma

Confindustria mette a punto le sue proposte per riformare i contratti. Ma incontra subito il no dei sindacati. Ieri la giunta di viale dell’Astronomia ha prodotto una bozza sulle relazioni industriali nella quale si denuncia la corsa del costo del lavoro ed una bassa produttività alla quale corrisponde un aumento modesto delle retribuzioni reali. Confindustria chiede che le imprese siano messe in condizioni di competere sul mercato globale, anche favorendo «retribuzioni più elevate in quanto collegate a livelli di maggiore efficienza nella prestazione». In questo senso l’accordo del ’93 sulla politica dei redditi, deve essere modificato. Va mantenuto e rafforzato il modello contrattuale articolato su due livelli, ma serve che i sindacati esercitino il loro potere «affinché le rispettive istanze, in sede territoriale ed aziendale, osservino e rispettino le condizioni pattuite». Confindustria chiede anche nuove regole per gli scioperi, ad esempio un limite più rigido alle lotte proclamate prima della scadenza naturale del contratto, fino a consentire alle aziende delle azioni civili di risarcimento per danno ingiusto. «Bisogna diminuire il tasso di litigiosità e disincentivare un uso scriteriato dello sciopero», ha spiegato il vicepresidente Alberto Bombassei. Le linee guida, secondo Paolo Pirani della segreteria Uil «rispecchiano il fatto che, così come tra i sindacati, anche all’interno di Confindustria esistono posizioni diverse». La Cisl vede nel documento uno stop al livello territoriale, mentre la Cgil critica la volontà di depotenziare il contratto nazionale e le Rsu.