Le nuove tendenze? Riciclo all’insegna della solidarietà

Si può trovare materiale per oggetti di lusso nelle discariche africane? È convinta di sì Silvia Venturini Fendi, che a marzo andrà in Kenya e in Uganda proprio per questo. Il progetto di Alta Roma per l’Ethical Fashion ha stabilito il rapporto tra la sua griffe, Carmina Campus e l’agenzia del Wto e dell’Onu l’Itc (International trade centre), che tiene a battesimo il progetto.
Riciclo, ecologia, solidarietà, sono le parole chiave. E oggi, nell’ambito della kermesse romana di moda, la Venturini Fendi presenterà nel suo show room di via Fontanella Borghese (che non per niente si chiama «Re(f)use»), oggetti davvero sorprendenti. Borse che riutilizzando materiali dell’arredo degli aerei, in particolare. Sono esposte in vetrina, sopra due poltrone di business class: un secchiello fatto del tessuto dei sedili, che si chiude con alette simili a flaps degli aerei, fatte del materiale plastico dei tavolini, ad esempio. Sopra, la scritta antinquinamento: «Don’t fly private, fly commercial. Help reduce air pollution».
Ci sono anche le car-bag, nate da una razzìa in carrozzeria, per accaparrarsi scarti di auto prima della rottamazione. Le borse allungate simili a baguette Fendi si chiudono con parasole completi di specchietto, gli zaini si allacciano con cinture di sicurezza. Prezzi? 500-900 euro.
«Dalla spazzatura - dice Ilaria - può nascere di tutto, anche oggetti raffinati come questi, lavorati da artigiani italiani con il materiale di scarto. Mi sono chiesta se il nostro spirito ambientalista fosse in contrasto con l’idea delle poltrone di aereo in vetrina. Mi sono detta di no. Non credo che si debba tornare indietro, ma utilizzare al meglio quello che il progresso ci fornisce».
La stilista mostra l’arredamento del negozio, tutto riciclato: il bancone metallico viene da un vecchio ferramenta, le lampade da terra sono fatte di tubi e cappe, perfino le mani di plastica per appendere i bijoux vengono da manichini in disuso. I gioielli, appunto: collane e orecchini ricavati da toppe per le chiavi di ogni forma e materiale, o da quadranti di orologi da polso. E poi oggetti da arredamento come sedie in metallo traforato, che sono lastre dei soliti sedili aerei. Una poltroncina tonda è composta da un copertone e mezzo. Per l’occasione, il negozio è pieno di «mattoni» fatti da retine metalliche che chiudono lattine da bibita compresse. «Possono essere dei mattoni simbolo - dice Ilaria - per costruire una società più rispettosa dell’ambiente».
Si affaccia nel negozio la sorella, Silvia. Si parla molto di lei in questi giorni come candidata alla presidenza di Alta Roma, dopo Nicoletta Fiorucci. E diversi stilisti, da Renato Balestra a Raffaella Curiel a Tony Ward, la vedono bene per un rilancio internazionale della manifestazione. Per ora, però, dalle Fendi né conferme né smentite.