Nuovi cardinali, Palermo rischia l’esclusione

da Roma

La comunicazione è attesa per oggi: Benedetto XVI al termine dell’udienza generale annuncerà il concistoro per la creazione di una ventina cardinali che si terrà a Roma il 24 novembre. A quella data saranno diciassette i posti vacanti per porporati con meno di ottant’anni e dunque votanti in caso di conclave. A questi, come ormai è tradizione il Papa aggiungerà alcuni outsider ultraottantenni, quattro o cinque.
Gli italiani presenti nella lista sono i curiali Giovanni Lajolo (Governatorato vaticano), Raffaele Farina (Bibliotecario), Angelo Comastri (arciprete di San Pietro) e il residenziale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Mancherebbe – ma il condizionale è d’obbligo fino a stamattina – nell’elenco il nome dell’arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo. La sua esclusione potrebbe essere stata decisa per il fatto che Palermo ha ancora un cardinale emerito votante in conclave, Salvatore De Giorgi. Questo stesso criterio non è stato però adottato per altri porporati italiani: nel 2006 Papa Ratzinger creò cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna pur essendo il suo predecessore Giacomo Biffi non ancora ottantenne. Due anni fa Romeo – da nunzio in Italia – insieme al cardinale Sodano gestì il famoso e inedito «sondaggio» per la successione di Ruini presso tutti i vescovi italiani, ed è noto che lo stesso arcivescovo di Palermo si sia espresso in termini negativi sul Motu proprio di Benedetto XVI per la liberalizzazione del rito antico. Durante gli ultimi 30 anni non era mai accaduto che un arcivescovo di sede cardinalizia nel nostro Paese saltasse il turno, come invece si è verificato spesso fuori Italia.
Tra i nuovi cardinali ci sono poi i curiali Leonardo Sandri (argentino, Prefetto delle Chiese orientali), l’americano John Patrick Foley (pro-gran maestro dell’Ordine del Santo Sepolcro), il polacco Stanislaw Rylko (presidente del Pontificio consiglio per la famiglia), il tedesco Paul Jozef Cordes (presidente di Cor Unum). Altre porpore date per certe sono quelle dell’indiano Gracias (Bombay) dei brasiliani Odilo Scherer (San Paolo) e Joao Braz de Aviz (Brasilia), dello spagnolo Lluis Sistach (Barcellona), del kenyota Ndingi Mwana’ a Nzeki (Nairobi). Altri possibili candidati sono l’arcivescovo di Parigi André Vingt-Trois (in lista d’attesa già dal precedente concistoro), quello di Washington Wuerl, quello di Dublino Diarmuid Martin, quello di Varsavia, Kazimierz Nycz, il nuovo arcivescovo di Minsk Tadeusz Kondrusiewicz. Tra gli ultraottantenni, il Papa aveva deciso di includere il più anziano vescovo polacco, il novantatreenne Ignacy Ludwik Jez, che aveva trascorso tre anni nel lager di Dachau. Ma il prelato, che si trovava a Roma con un pellegrinaggio, si è sentito male ieri mattina mentre faceva colazione ed è deceduto sull’ambulanza che lo stava portando d’urgenza al Policlinico Gemelli.