Nuovi «distillati» di danza contemporanea

Al via la manifestazione «Altre scene» Si inizia con il lavoro di Abbondanza e Bretoni ispirato all’«Alcesti»

Alessandra Miccinesi

Mitologia greca, acrobazie circensi, riflessioni socio-psicologiche di una generazione ed esplorazioni interculturali che rendono ondivaghe le linee di confine. Sono alcuni dei fermenti autunnali che insaporiranno il bouquet dei nuovi distillati di danza contemporanea: rinnovate forme d’espressione drammaturgica legate alla fisicità di danzatori-attori, sensibili performer del gesto e della parola, che non arretrano di fronte ad alcuna argomentazione coreografica in nome di altre (rinnovate) espressioni. Che si tratti di rivisitare un classico della tragedia greca danzando in nome dell’ambiguità poetica del gesto, o rappresentare una gamma di emozioni vivificate in scena da corpi presi in prestito dalla quotidianità, l’impalcatura su cui poggiano i lavori coreografici è, e resta, la sperimentazione. Da mercoledì 7 a sabato 24 il palcoscenico del Teatro Vascello ospiterà la sezione autunnale di «Altre Scene - Lampi di Teatro e Danza», rassegna progettata dall’Ente Teatrale Italiano, in collaborazione con Arcus spa, per «annusare» il trend legato alla danza contemporanea e tastarne il polso. La kermesse prenderà il via mercoledì alle ore 21 con l’«Alcesti», spettacolo di movimenti coreografici scarni ma essenziali, divisi in quattro quadri da Michele Abbondanza e Antonella Bretoni: si tratta della tappa iniziale di una trilogia intitolata «Ho male dell’altro» che la coppia di danzatori ha scelto di realizzare ispirandosi alla tragedia greca. Si prosegue giovedì 8, sempre alle ore 21, con «Gli Scordati», surreale lavoro di Giorgio Rossi, un artista capace di racchiudere tutti gli uomini in un personaggio, e il mondo in un teatro: tra acrobazie e clownerie, l’umanità danzerà le sue inevitabili contraddizioni alla ricerca della verità. Palcoscenico in «Cortocircuito #1» sabato 10. Grazie alla singolare coreografia curata dalla danzatrice palermitana Giovanna Velardi, la quale ha elaborato in forma attiva, trasformandole in movimento, sensazioni di difficoltà e disagio incontrate dal singolo per integrarsi nella routine, le riflessioni socio-psicologiche di una generazione si trasformano in danza sulla scorta di una partitura di rumori di vita quotidiana. Il sipario sulla rassegna calerà con un doppio appuntamento il 23 e 24 del mese, ore 21. In scena lo spettacolo di ricerca interculturale della Compagnia Secondo Taglio «Don’t ask the blond», coreografia dalla triplice matrice culturale (danzano Cosmin Manolescu, Kira Riikonen, e Roberto Casarotto) che accosta i palcoscenici di Romania, Finlandia e Italia per riflettere sui repentini cambiamenti del nostro tempo: ovvero confini sempre più allargati e identità confuse.