Nuovi giacimenti scoperti al largo delle coste angolane

Nuova scoperta petrolifera al largo delle coste angolane per Eni. Il ritrovamento, secondo quanto comunicato dalla società, riguarda una zona di trivellazione dove Eni detiene una quota di partecipazione del 20%. Il pozzo Malange-1, che ha raggiunto la profondità di 4.743 metri in fondali di 266 metri d’acqua, ha prodotto in fase di test circa 7.700 barili al giorno di petrolio di buona qualità. La scoperta, sottolinea una nota del gruppo, «contribuisce ad accrescere la posizione di Eni in Angola» che ha recentemente firmato con la compagnia di Stato Sonangol un accordo preliminare per l’acquisizione di una partecipazione del 13,6% nel consorzio Angola limited. Il settore in cui sono stati effettuati i nuovi ritrovamenti è gestito da Cabinda Gulf Oil Company Limited (31%). Gli altri partner, oltre a Eni, sono Sonangol (20%), Total (20%) e Galp Exploração Produção (9%). La scoperta sarà seguita da studi appropriati che consentiranno di valutare il potenziale del giacimento. L’attuale produzione di Eni in Angola, dove la Società è presente dal 1980, è di circa 135 mila barili di olio equivalente al giorno. Intanto ieri è stato diffuso uno studio degli analisti di Deutsche Bank sul titolo. Secondo il documento anche se il ritardo nello sfruttamento del giacimento di Kashagan dovesse aumentare ancora ed Eni dovesse rivedere al rialzo gli investimenti del 100%, l’impatto sulla quotazione del gruppo sarebbe minima. Anche per questo gli analisti hanno confermato il giudizio «buy» e il prezzo obiettivo a 29 euro. Ieri il titolo in Borsa ha perso il 4% chiudendo intorno a 24 euro.