Nuovi guai per Soru La finanza è a caccia di tre milioni di euro

Era il volto nuovo del Pd. Ora è assediato dal fisco. Sono giorni difficili per Renato Soru il profeta della new economy, il mago di Tiscali, l’uomo che per una breve stagione aveva interpretato il rinnovamento della sinistra democratica, immettendo nel vecchio corpaccione del vecchio Pci un guizzo di vitalità. Un percorso scintillante finito in macerie: la Guardia di Finanza ha messo sotto sequestro i suoi conti, fino a un totale di 3 milioni e 20mila euro, e a rischiare sono pure le sue le sue proprietà. La villa di Bonaria, a Cagliari, case e terreni a Sanluri. Qualche anno fa si parlava di Soru per le sue avventure imprenditoriali, poi per il suo desiderio di svecchiare il sistema di potere della Sardegna. Ora ci si deve misurare con l’accusa di evasione fiscale. E la Guardia di Finanza gli ha presentato il conto. Una pagina imbarazzante anche perché Soru è stato il presidente della regione Sardegna ed è tuttora l’editore dell’Unità. Insomma, è una bandiera dalle parti del Partito democratico, già orfano di punti di riferimento, ma purtroppo la Procura di Cagliari non ha intenzione di mollare la presa. Un mese fa, circa, il primo colpo: si scopre che Soru è indagato per evasione fiscale. Ora arriva il blitz delle Fiamme gialle. Lui ripete sempre le stesse parole: «Ho sempre agito con trasparenza e correttezza, anche sotto il profilo tributario», ma le parole non bastano a diradare le nubi.
Al centro dell’indagine c’è un prestito fatto dalla Andalas ldt a Tiscali finance per 27 milioni di euro. Per gli investigatori e per la procura di Cagliari la Andalas è riconducibile a Soru e l’imprenditore si sarebbe scordato di pagare le tasse. O meglio qualcosa non quadrerebbe nel pagamento degli interessi alla società inglese. Lui replica che non è vero, ma il i detective vanno avanti. A settembre il pm di Cagliari Andrea Massidda chiede al gip di sequestrare i conti e il gip accoglie la sua tesi. Così, la procura passa l’azione ma altri blitz potrebbero scattare nelle prossime ore: anche le case sono nel mirino delle Fiamme gialle. Ed è il procuratore capo Mauro Mura a seguire personalmente la vicenda.
Intanto, l’Unità continua a puntare il dito contro gli evasori e, naturalmente, contro Berlusconi che sarebbe il loro santo protettore: «Finché ci sarà Berlusconi - ha scritto Luigi Cancrini - gli evasori in Italia continueranno a dormire sonni tranquilli». È il solito riflesso condizionato della sinistra italiana: guarda sempre ad Arcore, ma qualche volta non si accorge che le prediche le ricadono in testa.
Nelle scorse settimane è stato un susseguirsi di titoli contro i condoni, di articoli tesi a dimostrare che la strategia del premier è quella di aiutare gli evasori: da «Evasori salvi» a «Regali ai grandi evasori».
Poi il quotidiano è inciampato nel suo editore. Sia chiaro, le contestazioni dei pm e dei finanzieri sono tutte da provare, ma intanto una parte dell’impero costruito dal patron di Tiscali è congelato.
Lui si difende attraverso i suoi legali: «Si tratta di una misura cautelare adottata per prassi dalla procura cagliaritana in fattispecie di natura fiscale». I legali minimizzano e provano a disinnescare l’incendio: hanno depositato presso l’Agenzia delle entrate un’istanza per negoziare un accordo con il fisco. L’ex uomo nuovo vorrebbe pagare e chiudere la contesa. Come tanti contribuenti pizzicati dal fisco.