Via a nuovi insediamenti in Cisgiordania

Continuano le esecuzioni mirate: quattro miliziani palestinesi uccisi da un missile a Gaza. Scontro aperto all’interno di Fatah

Erano una bomba innescata. Erano quattro militanti palestinesi dei Comitati popolari su un’automobile con il bagagliaio pieno di esplosivo. Erano pronti a colpire il valico di Karni, passaggio obbligato per tutte le merci in transito tra Gaza e Israele, quando un missile israeliano ha colpito la loro vettura dilaniandoli a morte e ferendo un passante. E in serata, sempre a Gaza, un capo della Jihad viene solo ferito da un altro razzo israeliano.
Ma più della violenza in questi giorni tiene banco la politica. In Israele fanno discutere soprattutto le rivelazioni di Newsweek. Il settimanale statunitense, citando Kalman Gayer, un sondaggista legato a Ariel Sharon, attribuisce al premier l’intenzione di concedere ai palestinesi il 90% della Cisgiordania e accettare un compromesso sulla divisione di Gerusalemme. «Il gatto è fuori dal sacco», grida Benjamin Netanyahu salutando l’ennesimo «tradimento» di Ariel Sharon. E così il premier è costretto a smentire il proprio collaboratore. «Le dichiarazioni attribuitegli sono in totale contraddizione con le mie opinioni - fa sapere - e se Gayer le ha rilasciate ha detto cose assurde e prive di senso».
Due questioni rischiano, intanto, di portare il governo Sharon in rotta di collisione con gli Stati Uniti. La più imminente riguarda il mancato rispetto delle scadenze previste dall’accordo siglato durante l’ultima visita del sottosegretario di stato americano Condoleezza Rice. Da oggi doveva scattare il servizio di autobus incaricato di garantire il trasporto dei palestinesi da Gaza alla Cisgiordania. Israele, citando ragioni di sicurezza e accusando l’Anp di non intervenire per far cessare il lancio di missili dalla Striscia, vuole rinviare tutto a data da destinarsi. L’ambasciata statunitense ribadisce invece che l’accordo va rispettato.
Molto più seria è l’ammissione secondo cui il ministro della Difesa Shaul Mofaz , prima di abbandonare il Likud e unirsi al nuovo partito fondato da Sharon, avrebbe dato via libera alla costruzione di centinaia di appartamenti nelle colonie intorno a Gerusalemme e nel resto della Cisgiordania. Il ministro della Difesa, così facendo, avrebbe deliberatamente violato il «congelamento» di tutte le costruzioni all’interno degli insediamenti previsto dalla road map.
Sul fronte palestinese, dove intimidazioni e sparatorie fanno da sfondo alla presentazione delle liste per le elezioni parlamentari di gennaio, è scontro aperto tra i «giovani leoni» di Fatah, guidati dal «prigioniero» Marwan Barghouti, e la vecchia guardia «tunisina» di Fatah. Barghouti, condannato dagli israeliani a cinque ergastoli per terrorismo, minaccia la secessione se il presidente Mahmoud Abbas non garantirà ai suoi uomini le posizioni di capolista. La mossa rischia di condannare all’estinzione il partito fondato dall’attuale presidente e da Yasser Arafat.