Nuovi manager della sanità, tante donne in concorso

Oltre 200 candidati e candidate per quindici posti a concorso

Fabrizio Graffione

«Alla vigilia della nomina dei nuovi direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere liguri il caso Berti Riboli deve indurre a una riflessione la giunta regionale che procederà a tali nomine. Se è vero che i futuri manager dovranno agire nella piena autonomia gestionale e che la scelta è di competenza di Burlando e assessori, è evidente come invece il giudizio sull'operato dei direttori generali sarà inevitabilmente un giudizio politico. È quindi fondamentale che le scelte cadano su persone della massima professionalità e affidabilità e che diano garanzia di potere attuare l'annunciata svolta perché sia chiaro il segnale di discontinuità rispetto a un passato che non ha dato frutti significativi». Va giù dura Patrizia Muratore, consigliere di maggioranza dell'Italia dei Valori, sulle delicate nomine che la Regione, tra qualche giorno, dovrà fare in vista dello scadere, a fine mese, delle «poltrone» della sanità ligure. Per i posti da manager c'è stato un «boom» di richieste, oltre duecento, che sono state ricevute dagli uffici di piazza De Ferrari. Ora la decisione spetta ai politici.
«Oltre alla vicenda di Berti Riboli ricordo anche quella di Luzzatto all'Ist - continua Muratore -. Burlando ha detto che ci vuole sangue nuovo, io chiedo anche aria nuova, un ricambio totale ai vertici delle aziende sanitarie. I casi dei concorsi, dei professori e del direttore Cosenza finiti sui giornali, senza entrare nel merito e dare giudizi che non mi competono, credo siano indicativi di un sistema che con la nuova giunta deve cambiare».
Ora la parola spetta agli amministratori della Regione che lunedì si riuniranno per valutare le proposte dell'assessore alla Salute Claudio Montaldo. Finora sono «top secret» i nomi che verranno messi sul tavolo del governatore ligure, ma dopo la «levata di scudi» bipartisan con numerose interrogazioni in Parlamento a Roma e in consiglio regionale a Genova, c'è da scommettere che la «rivoluzione delle poltrone» si riuscirà finalmente a realizzare. Fra gli oltre duecento candidati che hanno presentato il loro curriculum, ci sono anche numerose donne.
«Spero - aggiunge la Muratore - che abbiano le stesse opportunità dei loro colleghi maschi. Nella nuova mappa della sanità ligure, auspichiamo che non ci debba essere neppure lontanamente spazio per episodi gravi come quello relativo al recente caso San Martino».
Gaetano Cosenza si difende: «In questi anni di mia gestione l'ospedale si è basata su tre principi cardine: professionalità, trasparenza e onestà». Edoardo Berti Riboli replica: «Antonio Di Pietro, ma anche altri parlamentari e consiglieri regionali dei diversi schieramenti, si sono interessati al mio caso che rispecchia il potere delle poltrone. Ricordo soltanto che anche il consiglio dei clinici, che rappresenta i primari universitari del San Martino, dopo la mia denuncia pubblica sul malessere dei camici bianchi, ha risposto alla direzione generale chiedendo trasparenza, chiarezza e meritocrazia».

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