Nuovi parcheggi: più che i sit-in servono proposte

Ci sono dei problemi, praticamente in tutte le città, che tutti i cittadini vorrebbero vedere risolti, pensare solo al traffico e ai rifiuti, ma che, ugualmente tutti, vorrebbero vedere risolti un po' lontano da sé, anche in senso fisico, soprattutto in senso fisico.
Pensate a cosa sta succedendo a Milano per i progetti dei parcheggi sotterranei di Largo V Alpini e della Darsena di Milano nel contesto di una riqualificazione complessiva dei Navigli. In tutti e due i casi i cittadini hanno protestato e continuano a farlo. Le manifestazioni si sono ripetute fino a qualche giorno fa. Gli appelli non si contano. I politici che le cavalcano non sono pochi.
A volte, con tutto il rispetto per le singole motivazioni, e in particolare per le persone o i gruppi che se ne fanno promotori, sembra di assistere ad un gioco delle parti, ad una commedia della quale si sa a memoria il copione.
E il copione è il seguente. Ci sono dei problemi che nessuno, ovviamente, nega. Quello della mancanza di parcheggi è solo uno. Anche perché o uno ritiene che si debba fare a meno della macchina e andare a cavallo oppure bisogna trovare posti per le macchine. Detto questo, comincia il bello. Il Comune propone e tutti iniziano a dire la loro. Bene. Ce ne fosse uno che ti dice con chiarezza un'alternativa a quella proposta: intanto lì non va bene poi, sul dove vada bene, c'è tempo per dirlo. Il Comune insiste e questo punto sorgono i comitati dei cittadini che contestano. Legittimamente, per carità. Ma nessuno di loro si incarica, essendo cittadini di Milano e non solo della Darsena o del Largo V Alpini di indicare alternative per la città di Milano per i milanesi.
Vogliamo i parcheggi ma non sotto casa. Vogliamo le discariche ma vicine agli altri. La politica, ad un certo punto, deve prendersi le responsabilità di scegliere e fa bene a farlo. È un suo dovere, non prima di aver posto attenzione a delle proposte alternative. Ma proposte.