Nuovi permessi di soggiorno e premi agli estremisti pentiti

Via alle intercettazioni preventive degli 007 e espulsioni per i sospetti

Marianna Bartoccelli

da Roma

Per sottolineare l’importanza e soprattutto l’urgenza delle misure di sicurezza del decreto legge varato dal governo due giorni fa e firmato in tempo record anche dal presidente Ciampi, ieri è stato depositato al Senato, la cui commissione ha iniziato immediatamente la discussione dei diciannove articoli. L’intenzione è di trasformare in legge il decreto prima delle ferie estive per consentire così più valore politico a un pacchetto che, come ha dichiarato il ministro Pisanu, non ha nuove norme ma rafforza e coordina leggi già esistenti. Il decreto, come cita lo stesso articolo 19, entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta. La trasformazione in legge da parte del Parlamento viene data quasi per certa, anche se l’opposizione ha ribadito che intende esaminare il testo e proporre alcuni cambiamenti. Camera e Senato quindi andranno avanti anche nel weekend.
Il decreto legge presentato alle Camere è sostanzialmente uguale a quello approvato dal governo, tranne in alcuni punti come per l’articolo 19 che prevedeva che il ministro poteva autorizzare il capo della polizia a derogare dalle norme vigenti in materia di spesa. La norma è stata eliminata e l’articolo 19 parla di norme transitorie. Cancellata la dizione che definiva «le condotte con finalità di terrorismo». Sarà compito delle Camere stabilire infatti i contorni della nuova «fattispecie del reato».
Modificata anche la norma che riguarda il permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno concesso allo straniero per fini investigativi. La legge presentata al Senato prevede che il permesso possa essere rinnovabile alla scadenza dell’anno. La legge istituisce così la figura del terrorista «pentito» che potrà godere di permessi speciali se collabora con la giustizia. Ritocchi anche alla norma sul prelievo forzoso della saliva. Questa deve avvenire nel rispetto della dignità della persona e previa autorizzazione scritta del Pm. Il decreto, che in calce porta le firme, oltre che del capo dello Stato e del premier, anche dei sette ministri interessati, Pisanu, anche Castelli, Fini, Landolfi, Stanca, Lunardi e Siniscalco, mira a rendere più efficace - è scritto nella relazione introduttiva - l’azione di contrasto al terrorismo, attraverso misure volte a perfezionare norme già in vigore, nonchè a potenziare gli strumenti di indagine e controllo. Viene prevista l’espulsione per «motivi di terrorismo» e si estende ai servizi di intelligence la possibilità di effettuare «intercettazioni» preventive.
Nessun nuovo organismo di indagine, ma la costituzione di task force di unità investigative specializzate per le indagini antiterrorismo, così come in passato si è fatto per il contrasto ai sequestri di persona. Di particolare rilievo viene considerata la norma che prevede il congelamento dei patrimoni nel caso «di risorse utilizzabili per finalità di terrorismo». Ci saranno più agenti operativi. Verrà infatti limitato ai reati più gravi il dovere di notifica da parte degli agenti di polizia. Verranno così liberati da questo compito almeno 3.000 agenti da poter utilizzare sul territorio contro il terrorismo. Viene consentito anche l’uso di guardie giurate o di operatori degli istituti di vigilanza privata come servizi di sicurezza sussidiaria nei porti, aeroporti, stazioni metropolitane. Il fermo verrà esteso da 12 ore a 24, quando occorrerà l’assistenza consolare o di un interprete, e il giudice potrà fare accertamenti non soltanto su quell’indagato ma anche su tutti gli alias che risultano e che spesso sono altre false identità. Infine si comincerà a rilasciare permessi di soggiorno utilizzando mezzi di tecnologia avanzata che hanno la caratteristica di non poter essere contraffatti.